Popillia japonica, si amplia l’area di contenimento contro lo scarabeo che minaccia le colture

Prosegue l’avanzata della Popillia japonica, il coleottero originario dell’Asia orientale che negli ultimi anni è diventato una delle principali emergenze fitosanitarie del Nord Italia. L’insetto, noto anche come scarabeo giapponese, è stato individuato per la prima volta nel 2014 nell’area del Parco del Ticino tra Piemonte e Lombardia e da allora ha esteso progressivamente la propria presenza in diverse regioni, raggiungendo anche il Veneto.
Per contrastarne la diffusione, la Regione Piemonte ha aggiornato le aree soggette a misure fitosanitarie. La zona infestata comprende ormai gran parte del territorio regionale, mentre la zona cuscinetto è stata ampliata fino a coinvolgere territori della Liguria, dell’Emilia-Romagna, della Svizzera e della Francia.
Al via il piano di monitoraggio 2026
Il piano di contenimento per il 2026 è già operativo. Nei mesi estivi, periodo di massima attività dell’insetto, saranno installate circa 1.200 trappole “attract and kill”, dotate di esche attrattive e reti impregnate di insetticida in grado di catturare ed eliminare gli adulti.
Le attività, coordinate dal Settore fitosanitario della Regione Piemonte e da Ipla, prevedono anche un monitoraggio settimanale della popolazione del coleottero e controlli nei siti considerati più a rischio per la diffusione accidentale dell’organismo nocivo. Da luglio partiranno inoltre verifiche specifiche nella zona cuscinetto, dove la presenza dell’insetto non è ancora stata rilevata.
Danni a vigneti e frutteti
Nel 2025 la Popillia japonica ha provocato danni significativi in diverse aree agricole piemontesi, in particolare nel Canavese e nell’Eporediese, con segnalazioni anche in Valle d’Aosta. L’insetto è particolarmente temuto per la sua elevata voracità: gli adulti attaccano foglie, frutti e fiori di numerose specie coltivate, mentre le larve si sviluppano nel terreno nutrendosi delle radici.
Le province più interessate risultano quelle di Torino, Asti, Alessandria, Biella, Novara e Verbano-Cusio-Ossola. Nel Torinese sono stati individuati circa 90 nuovi comuni con presenza accertata del coleottero, inclusi diversi centri montani del Canavese.
Una minaccia che supera i confini regionali
L’espansione dell’insetto ha reso necessario estendere le misure di sorveglianza anche oltre il Piemonte. La nuova zona cuscinetto comprende infatti numerosi comuni della provincia di Genova, alcune località del Piacentino e decine di comuni svizzeri e francesi.
L’obiettivo delle autorità fitosanitarie è rallentare la diffusione dello scarabeo giapponese e limitarne l’impatto sulle produzioni agricole. Per gli agricoltori delle aree interessate, il monitoraggio e il contenimento della Popillia japonica restano una priorità strategica per la tutela di vigneti, frutteti e altre colture particolarmente sensibili agli attacchi dell’insetto.


