Prezzi agricoli 2022, bene cereali e soia. La Cina fa incetta di stock

by Roberto Bartolini | Gennaio 12, 2022 12:12 pm

Secondo un’analisi di Nikkei Asia su dati USDA, entro la prima metà dell’annata agraria 2022 la Cina si sarà accaparrata il 69% delle riserve mondiali di mais per l’alimentazione del bestiame, il 60% del riso e il 51% di grano alla base dell’alimentazione umana, con conseguenti forti aumenti dei prezzi in tutto il pianeta. Con la pandemia del Covid-19 si è aperto dunque uno scenario di accaparramenti, speculazioni e incertezza per gli effetti dei cambiamenti climatici che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali, al fine di garantire l’alimentazione delle popolazione.

Emergenza per l’Europa

L’emergenza per l’Europa si estende dal gas ai prodotti agricoli alimentari, dove a tirare la volata sono i prezzi internazionali dei cereali cresciuti del 23,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre i lattiero-caseari salgono del 19%, lo zucchero aumenta di oltre il 40% e i grassi vegetali sono balzati addirittura del 51,4% rispetto all’anno scorso. Di fronte a questo scenario che cosa si può prevedere per le quotazioni di grano, mais e soia nel 2022? Per rispondere, partiamo dalle scorte.

I grafici mostrano che gli stock di fine campagna in Usa sono bassi per grano (-43,2%), mais (-22,3%) e soia (-35%) e lo stesso vale per il grano duro (-31,8%) a livello mondiale.

La situazione dei seminativi 2022 in Usa fa rilevare un calo del mais, un aumento del grano e una situazione invariata per la soia.

Le stime delle semine in Europa del COceral a metà dicembre 2021 indicano una situazione pressochè invariata rispetto allo scorso anno, con un aumento delle semine di grano duro in Italia.

A fronte di una stabilità produttiva i consumi di mais, grano e soia invece continuano ad aumentare, rispettivamente del 6%, 11% e 9%.

Le attuali previsioni

La strategia 2022: più secondi raccolti e più agronomia

Non c’è dubbio che di fronte a questi scenari l’Italia non può che cercare di aumentare ove possibile le superfici a seminativi, per ridurre gradatamente quella esagerata dipendenza dalle importazioni che potrebbe rivelarsi sempre più insostenibile. La strategia 2022 degli agricoltori dovrebbe prima di tutto puntare ad aumentare i secondi raccolti dopo i cereali vernini o i loietti e, ove possibile, puntare anche a due raccolti di mais, seminando cicli brevi o brevissimi che la nuova genetica ha reso molto produttivi. In Italia la terra buona non è tanta, quindi occorre far girare il più possibile quella che c’è.

In secondo luogo occorre migliorare le agrotecniche e le strategie agronomiche, perché sono ancora tanti i quintali di cereali e di soia che possiamo recuperare sull’ettaro coltivato. In generale le nostre rese sono molto inferiori a quelle potenziali, se si facessero tutte le cose per bene. Perciò, cari agricoltori, meditate su questo punto e non siate sempre troppo sicuri del fatto che non potete migliorarvi!

N.B. I grafici pubblicati in questo articolo sono di Pellati Informa e sono stati presentati nel corso di un incontro il 16 dicembre 2021 al centro congressi Fico a Bologna.

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