Quando i dati creano valore aggiunto, il digitale conquista l’agricoltura

Quando i dati creano valore aggiunto, il digitale conquista l’agricoltura

«Ho sempre fatto così, conosco i miei campi e le mie colture e non ho bisogno di spendere in diavolerie informatiche!». Questo ritornello, che da sempre rimbalza da un campo all’altro, si fa giorno dopo giorno più flebile, tant’è che nel 2020 in piena pandemia il mercato delle tecnologie digitali in agricoltura è cresciuto del 20% rispetto al 2019 e ha superato il valore di 540 milioni di euro.

Siamo al 3-4% della Sau

Il mercato cresce ma non come si aspettava il Ministero dell’agricoltura, che nel 2016 dichiarava che nel 2021 l’agricoltura di precisione sarebbe stata applicata sul 10% della Sau. Non è così perché siamo al 3-4%, dunque l’innovazione è in moto, ma occorre un’accelerata.

Domina la raccolta dei dati

Se consideriamo un pool di 538 soluzioni presenti sul mercato per implementare l’agricoltura 4.0, vediamo che dominano ancora le tecnologie per la raccolta dei dati. Ma l’intelligenza artificiale sta crescendo.

Avanzano i sistemi di precisione sui mezzi tecnici

L’agricoltura di precisione applicata alla coltivazione, alla semina e alla raccolta fa la parte del leone, ma fortunatamente si vede una crescita pari al 6% rispetto al 2019 dei sistemi per la gestione dell’azienda agricola nel suo complesso.

Il 60% degli intervistati usa almeno una soluzione 4.0

Su un campione di 986 aziende agricole intervistate dall’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano, il 60% degli intervistati dichiara di utilizzare almeno una soluzione di agricoltura 4.0 e il 40% del campione dice che ne usa più di una.

Gestione aziendale, controllo attrezzature e mappe

Sul grado di utilizzo e di conoscenza delle varie soluzioni, l’indagine fornisce dei dati molto interessanti che vedono ai primi posti software gestionali, monitoraggio e controllo macchine agricole, servizi di mappatura dei suoli e di irrigazione di precisione.

Dove si informano gli agricoltori

Da quali fonti prendono informazioni gli agricoltori sull’agricoltura 4.0? Al primo posto ci sono le organizzazioni agricole, seguite dai mezzi di informazioni agricoli come riviste e siti specifici, forum, fiere e produttori di mezzi tecnici. Dai contoterzisti, in fondo alla classifica, invece ricevono ben poche informazioni, quando invece costoro dovrebbero comparire ai primi posti!

Su quali problematiche sono utili le tecnologie 4.0

Ma quali problemi pratici aiutano a risolvere le tecnologie 4.0? Soprattutto la distribuzione ottimale di fertilizzanti, agrofarmaci e acqua.

I benefici riscontrati

Su 456 aziende che utilizzano i sistemi 4.0, ecco i principali benefici riscontrati.

I difetti che ostacolano la diffusione

Rimangono delle criticità da superare, prima tra tutte la scarsa interoperabilità tra i vari sistemi, cioè la difficoltà di dialogo tra tecnologie appartenenti a costruttori diversi, ma anche una insufficiente assistenza e una certa complessità dei sistemi.

Ottima propensione a investire presto

E per il futuro prossimo? Il 40% degli intervistati afferma che entro i prossimi tre anni farà un investimento in agricoltura 4.0 e quasi il 20% dichiara che lo farà entro il 2021. Da notare che sembra avanzare l’intenzione di effettuare la mappatura dei terreni e delle coltivazioni, così come di investire su software gestionali e di monitoraggio delle colture.

Formazione e uso condiviso dei dati sono i problemi maggiori

Dunque siamo sulla buona strada. Occorre tuttavia mettere mano ad alcuni nodi da sciogliere ben presenti nelle discussioni, ma che ancora non trovano soluzioni pratiche accettabili quali la formazione, la semplificazione dei sistemi e la loro intercomunicabilità con la creazione di piattaforme comuni territoriali.

N.B. Le immagini pubblicate sono tratte dal webinar organizzato da Osservatorio Smart Food del Politecnico di Milano “Smart Agrifood, condivisione e informazione gli ingredienti per l’innovazione” del 5 marzo 2021.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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