Quando l’agrivoltaico penalizza la produzione agricola

A Borgo Virgilio, in provincia di Mantova, c’è uno dei primi impianti di agrivoltaico elevato da terra, costruiti in Italia oltre quindici anni fa. Si tratta di un impianto eretto su 17 ettari di terreno coltivabile, che 6 anni fa sono stati concessi in affitto a un agricoltore che ha in proprietà terreni limitrofi.
Il proprietario dell’appezzamento, che ha un’attività in proprio extra agricola, sembra non abbia mai fatto negli anni alcun investimento e si limita a incassare due canoni di affitto, uno dalla società che gestisce l’impianto e l’altro dall’agricoltore che ha in uso la terra.
Poiché al di sotto dei pannelli non è possibile irrigare, a meno che non si investa in un impianto a manichetta, è ovvio che in quel terreno si possono fare solo colture vernine e per di più assai poco esigenti, lasciando poi la terra incolta per tutta la primavera e l’estate. Infatti sui 17 ettari si seminano loietto ed erbai di cereali, mentre nel resto dell’anno il terreno viene utilizzato per lo spargimento dei liquami.
Ognuno è libero di fare le sue scelte nell’ambito di ciò che è consentito; tuttavia ci preme sottolineare come questo esempio di connubio tra agrivoltaico e agricoltura non sia un esempio da copiare, in quanto rappresenta un uso puramente speculativo di buona terra, che meriterebbe un migliore utilizzo e maggiore rispetto.



2 comments
Giorgio
7 Novembre 2024 at 11:28 am
Questo articolo non dice un bel niente. Almeno uno straccio di dati?
Cristian
7 Novembre 2024 at 12:00 pm
Salve, c’è la possibilità di avere un contatto x realizzare un impianto agrovoltaico sopra piantagione di piccoli frutti di mia proprietà?? Grazie, Saluti Cristian