Seppi: “Le sfide dell’agricoltura si superano solo con l’aggregazione”

“Tutti gli agricoltori, soprattutto quelli che operano in territori complessi come le aree montane, si trovano oggi ad affrontare gelate tardive sempre più frequenti anche in primavera, siccità alternate a bombe d’acqua e alluvioni e una crescente diffusione delle fitopatie. A queste sfide bisogna rispondere con strategie comuni favorendo un’aggregazione di qualità che rappresenta da un lato un vero valore aggiunto, e dall’altro uno strumento efficace per diffondere pratiche di contrasto e adattamento anche tra i piccoli produttori”.
Lo ha detto Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda e dell’Associazione dei produttori ortofrutticoli trentini, durante la ventesima edizione del Festival dell’economia di Trento. Il commento di Seppi coglie pienamente la drammaticità della situazione che l’agricoltura moderna si trova ad affrontare, in particolare in contesti fragili e complessi come quelli montani. Le sue parole evidenziano come il cambiamento climatico non sia più un’eventualità futura, ma una realtà quotidiana con cui gli agricoltori devono misurarsi: gelate primaverili fuori stagione, siccità estreme, eventi meteorologici violenti e la crescente pressione di fitopatie che mettono a rischio la produzione e la sostenibilità delle aziende agricole.
Per risolvere tutto ciò, secondo Seppi è necessaria “un’aggregazione anche trasversale, fondata su progetti e prodotti condivisi. L’esperienza delle cooperative dei melicoltori della Val di Non è un esempio virtuoso che può fare scuola anche altrove. Al tempo stesso è fondamentale che le istituzioni, a ogni livello, siano al fianco degli agricoltori, a partire dalla tutela dell’accesso alle risorse idriche che, oltre a essere una priorità agricola, è anche una delicata questione sociale. La difesa della produzione resta quindi l’obiettivo centrale per il comparto, con la finalità primaria di tutelare la marginalità economica dei soci”.
Parole sante, che dimostrano una posizione tanto pragmatica quanto lungimirante. Solo attraverso la cooperazione e l’organizzazione collettiva è possibile garantire una resilienza efficace, soprattutto per i piccoli produttori che da soli avrebbero difficoltà ad affrontare sfide di questa portata. L’aggregazione, in questo senso, non è solo una scelta economica, ma anche un atto politico e culturale che rafforza la coesione territoriale e valorizza un modello di agricoltura più sostenibile, innovativa e solidale. In un momento in cui il settore agricolo è chiamato a reinventarsi per sopravvivere, parole come quelle di Seppi servono da guida per costruire un futuro più sicuro e condiviso, fondato sulla collaborazione, l’innovazione e la responsabilità ambientale.



