Si possono abbattere le emissioni dannose e continuare a fare agricoltura di qualità

Si possono abbattere le emissioni dannose e continuare a fare agricoltura di qualità

«L’agricoltura, ridando centralità al suolo, diffondendo la digestione anaerobica, promuovendo la fertilizzazione organica e favorendo l’innovazione tecnologica, è in grado di abbattere le emissioni continuando a fare coltivazioni di qualità. Questo percorso si può e si deve fare, con una politica di indirizzo chiara che permetta di investire bene le risorse disponibili e con una profonda azione culturale che sappia incidere sui territori». Così Piero Gattoni (nella foto), presidente del Cib (Consorzio italiano biogas), ha presentato il nuovo progetto “Farming for Future. 10 azioni per coltivare il futuro”.

«Uno dei nostri obiettivi – ha dichiarato Gattoni – è dimostrare che è possibile abbattere le emissioni senza rinunciare alle produzioni alimentari di qualità che caratterizzano l’eccellenza del made in Italy».

Un nuovo sito di condivisione e discussione

Il progetto è stato ideato dal Cib e realizzato insieme a un gruppo di imprenditori agricoli, tecnici e ricercatori che contribuiscono all’attività del consorzio per raccontare come l’integrazione della digestione anaerobica nell’attività agricola sia lo strumento per ottenere una molteplicità di effetti positivi sull’ambiente e sulla competitività delle aziende agricole. Tutto questo troverà spazio sul sito farmingforfuture.it, una piattaforma che verrà continuamente alimentata per approfondire e diffondere le buone pratiche del progetto.

Uno straordinario impatto positivo sull’ambiente

Con l’adozione delle soluzioni proposte e con lo sviluppo del biometano fino a una produzione 6,5 miliardi di metri cubi al 2030, seguendo i princìpi del Biogasfattobene® (un modello agro-economico sviluppato dal Cib), l’agricoltura italiana potrà passare da una emissione complessiva di circa 38.400 kt di CO2eq a 26.000 al 2030, riducendo pertanto il proprio impatto complessivamente di 12.400 kt di CO2eq, ovvero del 32%, oltre a contribuire alla riduzione delle emissioni nazionali di circa 19.000 kt di CO2eq grazie al mancato utilizzo di fonti energetiche fossili.

Secondo le analisi effettuate, si possono ridurre le emissioni di un quantitativo pari a quello generato da circa la metà del parco auto circolante oggi in Italia, circa 18,5 milioni di automobili.

Le dieci azioni per coltivare il futuro

  1. Energie rinnovabili in agricoltura. Sostituire i combustibili fossili con fonti di energia rinnovabile per ridurre l’inquinamento e le emissioni.
  2. Aziende agricole 4.0. Adottare tecniche di agricoltura e zootecnia avanzate per calibrare le risorse necessarie alle colture e allevamenti.
  3. Gestione dei liquami da allevamento. Impiegare effluenti zootecnici e scarti agricoli nella digestione anaerobica per ridurre le emissioni e produrre bioenergie rinnovabili.
  4. Fertilizzazione organica. Utilizzare fertilizzante organico (digestato) per restituire nutrienti al suolo e ridurre l’uso di fertilizzanti chimici.
  5. Lavorazioni agricole innovative. Adottare tecniche avanzate di lavorazione del suolo e fertilizzazione organica per ridurre le emissioni dai suoli.
  6. Qualità e benessere animale. Implementare tecniche agricole e zootecniche di eccellenza per migliorare la qualità e il benessere degli allevamenti.
  7. Incremento fertilità dei suoli. Adottare le doppie colture per incrementare la cattura della CO2 e la fertilità dei suoli.
  8. Agroforestazione. Integrare coltivazioni legnose nei campi coltivati per aumentare la fotosintesi e la sostanza organica nei suoli.
  9. Produzione e uso di biomateriali. Sviluppare e utilizzare materiali di origine biologica, naturali e rinnovabili.
  10. Biogas e altri gas rinnovabili. Produrre metano e idrogeno rinnovabili dal biogas agricolo.
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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