Smaltimento liquami in agricoltura, il calendario va sospeso

Dopo tre anni di andamento climatico anomalo, con i terreni ancora inzuppati di acqua e una notevole superficie a mais e soia ancora da raccogliere, nessuno nei palazzi ministeriali pensa di venire incontro agli agricoltori con un’immediata sospensione dei calendari che regolano gli spandimenti dei liquami?
Adriano Chiari, veterano degli spandimenti intelligenti di liquami e digestati, ha lanciato un appello dalle colonne di Terra e Vita: «I calendari di spandimento andrebbero aboliti con la situazione attuale, che vede i terreni saturi di acqua e il 30% delle colture in campo. Anche una deroga parziale per il mese di novembre porterebbe solo a smaltire quello che si può e non a valorizzare i liquami, perché si butterebbero in campo nelle finestre utili e sui pochi terreni praticabili, senza tenere conto delle reali esigenze agronomiche. C’è il rischio che il calendario attuale, che dovrebbe evitare rischi di inquinamento, finisca per trasformarsi nella causa di inquinamento. Solo quando ci sono le condizioni agronomiche si dovrebbero distribuire i liquami, valorizzando come si deve il prodotto; ma se le condizioni non ci sono, bisogna stare fermi».
Tenendo conto del cambiamento del clima, i calendari fissi di spandimento andrebbero aboliti, lasciando libertà di manovra all’agricoltore che non è certo uno sprovveduto, e che così può operare al meglio seguendo l’andamento della stagione, di anno in anno, evitando inutili e dannosi calpestamenti su terreni non praticabili per non incorrere nelle multe. Ma anche gli agricoltori, viste le bombe d’acqua che ormai sono la regola, dovrebbero a loro volta attrezzarsi per coprire le vasche. Questo è l’unico accorgimento non più rinviabile, che protegge dalla diluizione.



