Roberto Bartolini10 Aprile 20223min8090

Trattamenti fitosanitari, come andare in campo senza disperdere agrofarmaci

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Gli agrofarmaci sono sempre nel mirino, anche per colpa delle irroratrici che solcano le nostre campagne. Troppe volte queste macchine hanno infatti molti anni sulle spalle con usure non più sopportabili e spesso non sono correttamente tarate, e così le dispersioni di prodotto per deriva o inquinamento puntiforme possono raggiungere anche l’80% del volume irrorato sulle colture.

Sì al basso volume con le giuste combinazioni operative

La tendenza è quella di ridurre il più possibile i volumi di acqua per arrivare ai volumi bassi e ultra bassi, cioè da 200-150 l/ha sino a 30 l/ha. Ciò è possibile a patto di far combinare bene velocità di avanzamento, tipo di ugello (calibro), altezza della barra dalla coltura da trattare e anche umidità relativa dell’aria nel momento in cui si va in campo.

La tabella sottostante, pubblicata su Terra e Vita, è opera di Riccardo Bugiani e Massimo Bariselli ed è molto utile per capire come vanno combinati i diversi fattori.

Tabella tratta da Terra e Vita 9/2022

A sinistra sono riportati i diversi volumi della miscela, per ciascuno dei quali si riportano le variabili in gioco da combinare nel giusto modo, che sono la velocità dell’irroratrice e il calibro giusto dell’ugello da montare. Nelle ultime tre colonne sono invece indicati l’efficienza di distribuzione (espressa in litri/minuto), l’autonomia (espressa in ore) e l’efficienza finale del trattamento (espressa in ettari/ora).

Le scelte da fare a seconda del prodotto da distribuire

Per i prodotti sistemici, molto sensibili alle condizioni climatiche ma poco sensibili alla qualità della copertura, la riduzione di volume può arrivare sino a 50 l/ha indipendentemente dal tipo di ugello; mentre per i prodotti di contatto, che agiscono dove cadono, la distribuzione deve essere più uniforme con una più ampia area di copertura possibile. In questo secondo caso sono indicati ugelli a fessura convenzionali (con volume minimo di irrorazione di 50 l/ha) oppure ugelli a iniezione d’aria (con volume minimo di irrorazione di 80 l/ha).

Quando trattare: mattino o sera?

Il fattore “climatico” più importante per la buona riuscita del trattamento è la presenza di umidità dell’aria, che aiuta a prevenire l’evaporazione delle goccioline. Di sera la pianta potrebbe essere meno recettiva per effetto dello stress della giornata, quindi va data la preferenza alla mattina che, come si dice, “ha l’oro in bocca”. Sempre e comunque benefica è la rugiada.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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