Via libera ai droni nei campi, il Senato avvia la rivoluzione nell’agricoltura italiana

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L’agricoltura italiana compie un passo avanti verso il futuro. Con l’approvazione in Senato dell’emendamento al Ddl Semplificazioni, prende ufficialmente il via la sperimentazione dei droni per l’irrorazione aerea, aprendo la strada a una gestione dei campi sempre più efficiente, digitale e sostenibile. Il provvedimento, sostenuto da un ampio consenso politico, rappresenta un cambio di passo atteso da anni da Confagricoltura e Coldiretti, da tempo impegnate a promuovere la transizione tecnologica delle imprese agricole come strumento per coniugare produttività e tutela ambientale.

Primo firmatario dell’emendamento è il senatore Luca De Carlo (Fratelli d’Italia), presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione Agroalimentare, che ha guidato l’iniziativa normativa destinata a introdurre una vera e propria rivoluzione nei campi. L’impiego dei droni consentirà infatti di razionalizzare gli interventi, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la sicurezza dei lavoratori, con particolare beneficio per le aree montane e collinari dove le operazioni agricole sono più complesse.

Come sottolinea Coldiretti, l’innovazione non si traduce solo in maggiore efficienza, ma anche in nuove opportunità di lavoro: l’introduzione dei droni “crea anche nuove opportunità professionali, come quella del dronista agricolo”, figura destinata a diventare centrale nella gestione delle pratiche di precision farming.

La sperimentazione triennale approvata in Senato prevede l’impiego dei droni per interventi di irrorazione aerea di precisione, con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità ambientale, tutelare la salute dei lavoratori e ottimizzare le operazioni agricole. I benefici attesi sono molteplici: dall’efficienza operativa alla riduzione dell’impatto ambientale, fino alla nascita di nuove professionalità specializzate. Secondo Coldiretti, nei prossimi anni saranno necessarie almeno 5.000 nuove figure per accompagnare la digitalizzazione del settore, con il dronista agricolo tra le più richieste.

“Il via libera all’utilizzo dei droni in agricoltura risponde alle nostre richieste e va nella direzione di rendere l’agricoltura italiana sempre più all’avanguardia nell’utilizzo delle nuove tecnologie, razionalizzando l’utilizzo delle risorse e rispondendo alle sfide dei cambiamenti climatici”, afferma il presidente Coldiretti Ettore Prandini. “Abbiamo lavorato in stretto contatto con il ministro dell’agricoltura Lollobrigida, con il ministro delle infrastrutture Salvini, con i sottosegretari alla salute Gemmato e all’agricoltura La Pietra e le loro strutture, che ringraziamo per questo importante risultato nel segno dell’innovazione e della sostenibilità. Un grazie anche al presidente della Commissione Agricoltura De Carlo e ai parlamentari che hanno sottoscritto l’emendamento e votato a favore di una scelta concreta e utile, soprattutto nelle aree montane e collinari”.

Anche Confagricoltura ha espresso soddisfazione per il risultato, sottolineando come l’utilizzo dei droni, se regolamentato e monitorato correttamente, possa rappresentare una svolta per le imprese agricole, consentendo interventi più mirati, efficienti e meno invasivi, nel pieno rispetto dell’ecosistema.

Dopo l’approvazione del Senato, il Disegno di Legge passa ora alla Camera per il via libera definitivo. Le organizzazioni agricole auspicano tempi rapidi per la conclusione dell’iter, così da dare piena attuazione a una misura che segna un punto di svolta per l’agricoltura italiana, rendendola più competitiva, tecnologica e rispettosa dell’ambiente.

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