Roberto Bartolini17 Agosto 20234min30060

Colza, superfici in aumento: buone rese e bassi costi

colza

Dal 2020 le superfici agricole italiane investite a colza sono in costante aumento, con un picco del +20% nel 2022/2023, in un’annata di produzioni generalmente buone attorno ai 30 ql/ha, con solo alcune eccezioni negative, come sempre accade.

Una coltura da rinnovo sostenuta dalla Pac

La colza è una coltura da rinnovo e quindi ben si inserisce nella nuova Pac, che premia da un lato, con l’eco-schema 4, chi alterna colture miglioratrici con colture depauperanti, e dall’altro con la BCAA 7, che impone l’obbligo di rotazione (con la deroga in atto per il 2024).

La colza è una coltura che non richiede grandi investimenti e ha un costo di coltivazione attorno a 800 euro/ha, ma il punto più critico è farla nascere bene, data la piccolissima dimensione del seme da porre nel terreno.

Poche e semplici regole agronomiche

Per la colza serve un letto di semina ben preparato e affinato, dato che la profondità non deve superare 1,5 cm, con la necessaria presenza di una certo tasso di umidità.

colza
L’aspetto più difficile nella coltivazione della colza è ottenere emergenze omogenee.

La seminatrice utilizzata da molti agricoltori è quella di precisione, con interfila di 50 cm e una distanza di 2 cm sulla fila, per un investimento di 70 semi per mq.

La colza aiuta a pulire il terreno dalle infestanti graminacee, ma necessita di un diserbo di pre-emergenza e di un trattamento contro il meligete. Per quanto riguarda la concimazione, oltre a 150 unità di azoto, 30 di fosforo e 25 di potassio, la colza ha bisogno di 80 kg/ha di zolfo e almeno 30 kg/ha di magnesio.

La raccolta della colza avviene entro la metà di giugno, permettendo la semina di un secondo raccolto, che di solito è soia.

Raccolta entro metà giugno

Un altro vantaggio della colza è che la raccolta avviene di solito entro il 15 giugno e questo permette di programmare un secondo raccolto che generalmente è soia, anche in semina diretta, dato che i residui colturali del colza non sono ingombranti.

I residui colturali della colza consentono la semina diretta del secondo raccolto, risparmiando sui tempi e sui costi.

Il prezzo della colza è attualmente di 40-45 euro al quintale e di norma l’agricoltore stipula un contratto di coltivazione che garantisce il ritiro del raccolto, destinato per lo più alla produzione di olio alimentare.

Una nuova e promettente “destinazione verde”

Una nuova e promettente destinazione della colza è quella degli olii vegetali puri (OVP) che hanno una destinazione energetica. Al momento in Italia si producono solo 180 mila tonnellate di OVP, che forniscono energia pura a 300 mila famiglie di 70 Comuni, ma con il “Piano di energia e clima” che sarà varato entro l’anno, colza, girasole e soia avranno un ruolo sempre più strategico per la produzione di energia sostenibile, tracciata e certificata.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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