Roberto Bartolini25 Settembre 20223min37510

Incentivi agrovoltaico, bando entro dicembre

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Sono 1,1 i miliardi di euro previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per aiutare lo sviluppo dell’agrovoltaico ed entro il 31 dicembre 2022 uscirà il primo bando, con apertura di sessanta giorni, per l’assegnazione delle risorse da parte del Ministero per la transizione ecologica. Si tratta di risorse destinate a finanziare a fondo perduto parte dei costi della realizzazione degli impianti agrovoltaici.

Risorse a fondo perduto per il 40% della spesa

Il contributo per l’agrovoltaico è riconosciuto nella misura massima del 40% delle spese ammissibili. Il costo di investimento massimo ammissibile è di 1.500 euro a KW e la potenza nominale dell’impianto dovrà essere superiore ai 300 KW. L’appezzamento oggetto di intervento dovrà riservare all’attività agricola almeno il 70% della superficie.

Oltre all’incentivo a fondo perduto, sarà affiancata una tariffa incentivante applicata alla produzione di energia elettrica netta immessa in rete. La tariffa incentivante sarà riconosciuta per vent’anni.

Le risorse saranno assegnate annualmente attraverso bandi, negli anni 2022, 2023 e 2024, nel caso ci siano contingenti di potenza o risorse non assegnate.

L’agrovoltaico è diverso dall’agrisolare

L’agrovoltaico è molto diverso dall’agrisolare, che è costituito da pannelli solari montati su strutture preesistenti, come per esempio i capannoni agricoli, ed è diverso anche dagli impianti fotovoltaici a terra, che consumano suolo agricolo. L’agrivoltaico è infatti costituito da sistemi ibridi tra agricoltura e produzione di energia che non compromettano l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura, con il montaggio di moduli elevati da terra, anche prevedendo la rotazione dei moduli stessi.

agrovoltaico

I vantaggi dell’agrovoltaico per le colture

L’impianto agrovoltaico e la produzione agricola possono portare a mutui vantaggi. Innanzitutto, la presenza di pannelli fotovoltaici a una certa altezza dal terreno (finora quelli realizzati in via sperimentale sono tutti a 3 metri d’altezza) contrasta l’abbandono dei terreni perché ne aumenta la produttività, riducendo l’evapotraspirazione, si risparmia poi acqua. Inoltre si creano nuove opportunità di lavoro e i pannelli proteggono le colture sottostanti dagli eventi estremi, come alte temperature e scarsità d’acqua.

Un’azienda italiana che si sta occupando attivamente dell’agrovoltaico è EF Solare Italia di Trento. Per informazioni:

  • Mail: segreteria@efsolareitalia.com
  • Telefono: 0461.1915800

Per chi desidera approfondire, il Mite ha recentemente pubblicato le “Linee guida in materia di impianti agrivoltaici“.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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