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Nuovi PSR: ecco quali sono le azioni che vengono finanziate fino al 2020

Nuovi PSR: ecco quali sono le azioni che vengono finanziate fino al 2020

Ogni Regione ha scritto il suo Piano di Sviluppo Rurale e la maggior parte dei documenti sono ancora sotto osservazione a Bruxelles, ma è probabile che entro il mese di ottobre tutti i programmi regionali PSR 2015-2020 riceveranno il via libera.

Poiché ogni piano regionale è composto da oltre 1100 pagine, è opportuno che i nostri agricoltori comincino a leggere per tempo ciò che a loro più interessa, dal momento che quando partiranno i bandi per finanziare le diverse misure (partenza che sarà scalare e quindi interesserà verosimilmente anche i primi mesi del 2016) non ci sarà molto tempo per mettere insieme tutto ciò che serve per presentare le domande.

Di seguito riportiamo l’elenco delle misure finanziate, così ci si può cominciare a orientare, precisando che già ora, cercando sui siti web delle Regioni frasi del tipo: “PSR 2015-2020” o “Bandi finanziati PSR 2015- 2020” si può già leggere ciò che contengono i documenti regionali, con tutta una serie di vincoli e raccomandazione che sono da tenere in massima considerazione.

PSR 2015-2020: le misure finanziate in dettaglio

M 01 – Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione: sostegno a formazione professionale, attività dimostrative e azioni di informazione, scambi interaziendali di breve durata e visite ad aziende agricole e forestali.

M 02 – Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione dell’azienda agricola: sostegno per le prestazioni tecnico-professionali allo scopo di trasferire conoscenze specifiche all’azienda agricola per risolvere problemi concreti, introducendo processi innovativi e sinergie tra imprese.

M 03 – Regimi di qualità dei prodotti agricoli e agroalimentari: sostegno per promuovere e rafforzare le filiere sostenibili, favorire i processi di certificazione di prodotto e di processo e di etichettatura volontaria, incentivare all’adesione ai regimi di qualificazione delle produzioni certificate, migliorare l’integrazione tra produttori che operano all’interno di regimi di qualità.

M 04 – Investimenti in immobilizzazioni materiali: sostegno agli investimenti dell’azienda agricola per promuovere la gestione sostenibile dei suoli, l’efficienza delle risorse idriche, la qualità delle acque, il contenimento delle specie invasive, la realizzazione di infrastrutture di viabilità e logistica, le buone pratiche per ridurre le emissioni di gas serra e ammoniaca nei processi produttivi, sistemi a elevata efficienza energetica.

M 05 – Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici e introduzione di adeguate misure di prevenzione: sostegno a interventi di prevenzione per contrastare il dissesto idrogeologico, i fenomeni franosi, eccetera con interventi quali per esempio drenaggi, consolidamento dei versanti, eccetera.

M 06 – Sviluppo delle aziende agricole e imprese: sostegno alla diversificazione delle attività delle aziende agricole per migliorare le condizioni economiche dell’azienda e perseguire finalità ambientali, all’avviamento per i giovani, alla creazione di agriturismi e fattorie didattiche, a impianti di produzione di energia da fonti alternative.

M 07 – Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali: occorre far rimanere la popolazione anche nelle zone più svantaggiate e “difficili”, quindi sostegno a banda larga, sistema socio-sanitario assistenziale, ristrutturazione fabbricati rurali, servizi indispensabili di base per evitare l’isolamento sociale.

M 08 – Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nei miglioramenti della redditività delle foreste: confermato il ruolo chiave della selvicoltura per conservare la biodiversità, mitigare i cambiamenti climatici, prevenire l’abbandono dei territori montani, preservare l’ambiente. Sostegni per garantire la valorizzazione anche economica dei boschi per incrementare il nostro potenziale forestale.

M 10 – Pagamenti agro-climatici-ambientali: sostegno alle produzioni sostenibili, al miglioramento della qualità delle acque, alle lavorazioni conservative dei suoli in sostituzione delle arature, alla gestione mirata di agrofarmaci e fertilizzanti per ridurre emissioni e dilavamenti, alla tutela delle razze autoctone a rischio di estinzione.

M 11 – Agricoltura biologica: sostegno per adottare o per il mantenimento di sistemi di produzione biologica.

M 12 (solo per alcune regioni) – Indennità Natura 2000 e indennità connesse alle direttiva quadro delle acque: sostegno alle aziende che devono rispettare rigidi vincoli ambientali perché dislocate all’interno dei siti di Natura 2000 regionali.

M 13 – Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici: sostegno a favore di agricoltori di zone montane o svantaggiate per compensare i loro costi aggiuntivi e i loro mancati guadagni dovuti ai vincoli a cui è soggetta la produzione agricola in zone specifiche. Tutto questo anche per evitare l’abbandono di zone sensibili.

M 14 (solo per alcune regioni) – Benessere degli animali: sostegno all’introduzione di pratiche rispettose degli animali che innalzino il livello qualitativo di vita dell’allevamento.

M 16 – Cooperazione: promuovere il trasferimento di conoscenze e innovazione nelle aziende agricole attraverso progetti che devono risolvere un problema concreto e che prevedono la costituzione di gruppi operativi formati da agricoltori e da enti di ricerca e di altri soggetti appartenenti alla filiera agroalimentare (ne abbiamo parlato più approfonditamente in un articolo specifico pubblicato qualche giorno fa: clicca qui per leggerlo).

M 19 – Sostegno allo sviluppo locale Leader: l’approccio Leader da sempre cerca di costruire interventi integrati dal basso che incorporano il principio di sviluppo locale partecipativo, per diffondere la cultura di impresa, dell’innovazione e della diversificazione. Quindi sostegno allo sviluppo locale nelle sue varie forme, in specifiche zone rurali quali quelle marginali, alla crescita di una progettazione integrata e innovativa, alla concentrazione e razionalizzazione degli strumenti di governance locale.

Un’occasione di rinnovamento da non mancare

Come si vede, i PSR 2015-2020 regionali costituiscono un vero e proprio “Piano nazionale per l’agricoltura” e perseguono l’obiettivo di imprimere un forte impulso al settore primario, salvaguardando finalmente anche le zone difficili, che da più parti viene visto giustamente come bisognoso soprattutto di cultura e di innovazione – due elementi essenziali per cambiare volto alla nostra agricoltura e che i tantissimi euro a disposizione cercano di incoraggiare.

A nostro avviso i prossimi cinque anni sono un’occasione da non mancare per chi ha terra da coltivare, animali da allevare e la voglia di rimanere ancora a lungo in campagna ricevendo le giuste soddisfazioni economiche. Che non mancheranno se si imboccherà con coraggio e determinazione la svolta positiva che l’Europa ci chiede e che in buona parte ci finanzia. La tecnologia e le informazioni ci sono tutte: basta conoscerle!

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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2 commenti

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  1. antonello
    antonello 6 ottobre, 2015, 16:38

    Sono un diciasettenne il prossimo anno compio i diciott’anni, vorrei sapere se potrei ancora beneficiare delle misure PSR, o fino al 2020 non ci saranno altri bandi? Grazie

    Rispondi a questo commento
    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 8 ottobre, 2015, 17:43

      I PSR regionali hanno validità sino al 2020 e per ciascun bando relativo alle diverse misure di finanziamento previste, le regioni assegnano un determinato plafond. Quindi, sino a quando ci sono euro disponibili, la possibilità di accesso c’è. Tutto dipende da quante domande ci saranno anno dopo anno e da quante saranno accolte e quindi finanziate. Non ritengo probabile che tutti i soldi disponibili siano impiegati con le domande 2015.

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