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Spandiconcime, meglio puntare sui modelli a due dischi

Spandiconcime, meglio puntare sui modelli a due dischi

La Commissione europea ha stimato in circa 1 milione di tonnellate all’anno, pari ad oltre 500 milioni di euro, la quantità di azoto che non va a bersaglio a causa di modalità applicative inadeguate (Balsari 2011). È quindi bene correre ai ripari non solo per i danni ambientali, ma anche per l’impennata nei costi dei concimi che si è verificata negli ultimi anni.

Su un campione di spandiconcime testati in diverse aziende agricole della pianura padana, l’80% delle attrezzature presenta un coefficiente di variazione della dose distribuita maggiore del 20%, e le differenze tra dose distribuita e dose prefissata sulla metà delle macchine è superiore al 20%.

Le attrezzature spandiconcime a due dischi

Per migliorare la distribuzione dei concimi è bene impiegare esclusivamente spandiconcime a due dischi e tecnologicamente avanzati, equipaggiati con sistemi elettronici di controllo sulla larghezza di lavoro e sulla effettiva quantità di prodotto applicata.

Ultimamente gli spandiconcime a due dischi hanno potuto beneficiare di notevoli miglioramenti costruttivi, con un aumento della capacità di lavoro e un miglioramento nel flusso del concime dalla tramoggia verso il sistema di distribuzione con l’ottimizzazione della caduta del fertilizzante sul disco distributivo. È bene orientarsi su attrezzature dotate di sistemi di regolazione della lunghezza delle alette, per far sì che il granulo di concime stia per più tempo sul disco e possa così aumentare la sua energia cinetica e quindi la sua lunghezza di gittata.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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