Caro Draghi: nella transizione ecologica, l’agricoltura dev’essere protagonista

Caro Draghi: nella transizione ecologica, l’agricoltura dev’essere protagonista

Per l’ennesima volta lascia stupefatti che la passerella di colloqui tra il premier incaricato Mario Draghi e le parti sociali non abbia contemplato le organizzazioni e/o le rappresentanze del mondo agricolo. Almeno così pare dalla lettura dei quotidiani, che non ne hanno fatto cenno.

Lo stupore poi cresce all’inverosimile quando leggiamo che al centro dell’esecutivo a guida Draghi avrà un ruolo di primissimo piano il nuovo “Ministero della transizione ecologica”; ma nemmeno qui l’agricoltura viene mai citata.

A questo punto occorre che qualcuno che sta a Roma e rappresenta il mondo agricolo porti all’attenzione del professor Draghi il fatto che nell’ambito del progetto “Green deal”, che è la riforma verde che guiderà tutta la strategia europea dei prossimi anni, c’è un punto chiave, al numero 6, che si intitola “Strategia dal produttore al consumatore”.

Questo capitolo chiave del “Green deal” ha per protagonista proprio l’agricoltura, dal momento che si chiede ai produttori agricoli di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, di diminuire l’uso di agrofarmaci e fertilizzanti e le perdite di nutrienti dai terreni, e di aumentare le superfici dedicate all’agricoltura biologica.

5 cose urgenti per rimettere in moto le campagne

Il trasferimento sul campo di questi obiettivi, sacrosanti e assolutamente condivisibili, si può concretamente realizzare solo se il nuovo governo si impegnerà a sostenere e realizzare, con determinazione e in tempi rapidi, almeno questi cinque capitoli essenziali:

  1. La riforma dell’istruzione agraria e della ricerca a tutti i livelli.
  2. La formazione di tutti coloro che lavorano con diverse competenze sulla terra, compresi i consulenti aziendali.
  3. La diffusione dell’innovazione tecnologica e digitale.
  4. L’accesso ai prodotti della nuova genetica vegetale.
  5. La creazione di forti filiere verticali integrate tra produttori e trasformatori.

Nuovi stanziamenti Psr, un’occasione da non mancare

Una ghiotta occasione per cominciare a mettere in campo una nuova politica agricola potrebbe essere la disponibilità immediata di nuovi fondi destinati ai Psr per il 2021 e 2022, provenienti dal Next Generation UE, un finanziamento aggiuntivo straordinario per ridurre l’impatto del Covid, che per l’Italia significa oltre 910 milioni di euro, come si vede nell’immagine che segue.

Questo nuovo flusso di finanziamenti è però vincolato a un uso mirato, e per questo occorrerà vigilare sugli apparati ragionali affinché operino con lungimiranza. Infatti solo l’8% del totale può essere destinato per potenziare le misure già presenti negli attuali Psr, mentre il 37% del nuovo finanziamento andrà destinato alla transizione ecologica (guarda caso, si chiama come il nuovo ministero pensato da Draghi) e il 55% all’innovazione e transizione digitale.

Questi gli interventi concreti indicati dall’Ue nell’ambito della transizione ecologica:

Nella successiva immagine vengono indicati gli interventi per l’innovazione e transizione digitale, con un ruolo prioritario e centrale dedicato ai giovani agricoltori:

Più chiare di così le indicazioni di Bruxelles non poterebbero essere, per collocare utilmente il nuovo pacchetto di euro che è a disposizione dell’Italia. La domanda ricorrente però è la seguente: riusciranno questa volta gli apparati regionali a superare l’atavica inefficienza e le ben conosciute lentezze burocratiche? Basterà Mario Draghi? Ce lo auguriamo.

N.B Le immagini pubblicate fanno parte dell’intervento di Angelo Frascarelli al webinar organizzato dall’Informatore Agrario “Nuova Pac: sostenibilità obbligatoria. Quali opportunità per il mais”

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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