Roberto Bartolini16 Febbraio 20244min13130

Cereali, il nuovo fungicida che cura le infezioni oltre che prevenirle

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La difesa dei cereali a paglia, dopo moltissimi anni di stasi, oggi finalmente può contare su un nuovo fungicida rivoluzionario nel suo meccanismo di azione, capace di svolgere anche un’azione curativa in caso di infezione in atto da parte di septoriosi, ruggini ed elmintosporiosi. Si chiama Inatreq active ed è stato messo a punto da Corteva Agrisciences nell’ambito del nuovo filone di ricerca battezzato “Bacteria Revolution”.

Una rivoluzione che nasce dai batteri

lnatreq active deriva da una sostanza di origine naturale (UK-2A), prodotta dalla fermentazione di batteri del genere Streptomycessp., naturalmente presenti nel terreno, e poi stabilizzata chimicamente dopo la fermentazione. Un processo che determina stabilità ai raggi UV e un miglioramento delle proprietà fisiche.

Quando penetra nella pianta o viene assorbito dai funghi patogeni, lnatreq active viene riconvertito in UK-2A, la sostanza naturale che attiva la sua azione fungicida.

Attività preventiva e curativa

Sulla superficie della foglia o quando è legato alle cere cuticolari, lnatreq active non viene convertito in UK-2A, ma rappresenta un serbatoio di materiale che viene attivato una volta inglobato nelle spore fungine germinanti, svolgendo così la sua attività preventiva sulla superficie delle foglie. Nel caso in cui, invece, sia già in atto un’infezione, la parte di lnatreq active già penetrata nel tessuto fogliare viene riconvertita in UK-2A e una volta assunta dalle ife fungine, ne causa il blocco della respirazione e conseguente crescita, svolgendo così la sua attività curativa.

Copertura fogliare dopo 60 secondi

Una volta applicato il prodotto, indipendentemente dalla tipologia di ugello e dai volumi d’acqua impiegati, la tecnologia i-Q4 influenza direttamente le fasi di ridistribuzione e della successiva penetrazione negli strati fogliari superficiali. In i-Q4, “i” sta per Inatreq, “Q” sta per qualità e “4” identifica i punti di forza di questo nuovo prodotto: adesività, copertura, penetrazione, assorbimento. Sulle foglie, infatti, Inatreq active viene ridistribuito su tutta la superficie da proteggere con una copertura pressoché totale già dopo 60 secondi dall’applicazione.

Alta resistenza al dilavamento

Il tenace legame con gli strati cerosi e con le cellule epidermiche, inoltre, conferisce un’elevata resistenza al dilavamento già dopo un’ora dal trattamento. Studi condotti in laboratorio hanno evidenziato come la tecnologia i-Q4 sia in grado di assicurare un’efficacia prossima all’80% anche con una pioggia di 30 mm caduta dopo appena mezz’ora dal trattamento.

Barriera e serbatoio di principio attivo

Il deposito superficiale che si viene così a formare costituisce una barriera di protezione e al contempo un vero e proprio “serbatoio” di principio attivo, che verrà rilasciato gradualmente e potrà esplicare l’attività fungicida preventiva sulla superficie fogliare e curativa una volta penetrato all’interno del mesofillo fogliare. Questo processo consente un’elevata durata d’azione di Inatreq active, che può arrivare fino a 4-6 settimane.

Per quanto riguarda il comportamento nell’ambiente, lnatreq active viene trasformato rapidamente in UK-2A, il prodotto naturale da cui deriva, che a sua volta si degrada in composti senza proprietà fungicide.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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