Espropri terreni agricoli: non fidatevi della composizione bonaria

Nei prossimi anni in Italia saranno realizzate nuove infrastrutture per miliardi di euro e quindi gli agricoltori saranno chiamati in causa con le procedure di esproprio. Giangiacomo Salzi Braga sull’ultimo numero di Terra e Vita lancia un allarme accorato agli agricoltori: non accettate la composizione bonaria che le stesse organizzazioni agricole consigliano, perché è una soluzione che si basa su criteri di indennizzo molto discutibili, dove l’ente espropriante offre pochi spiccioli, anche se con un sollecito pagamento.
Per prima cosa cercare di mettersi insieme
Cosa fare allora? Sarzi Braga indica una via spesso percorribile. Un agricoltore soggetto a esproprio è in un vicolo cieco, ma se solidarizza con altri colleghi nelle sue stesse condizioni, nei guai potrebbe finire la società espropriante. Infatti, se gli agricoltori tutti insieme attivano un contenzioso giudiziario, a non dormire sonni tranquilli sono i dirigenti della società espropriante, perché non sanno come la faccenda possa andare a finire.
Danni ingenti all’impresa da non sottovalutare
Un imprenditore agricolo non può subire passivamente l’esproprio e il degrado della sua impresa, dal momento che lo scorporo fondiario può modificare in maniera negativa non solo la superficie produttiva, ma anche il capitale agrario, la potenzialità e i tempi di lavoro, l’economicità degli investimenti, mettendo in discussione anche le opportunità di crescita futura.
Dunque una impresa agraria che non può crescere come dovrebbe fa più fatica a mantenersi concorrenziale e può essere più soggetta a decadimento reddituale, ed è per questo che l’indennizzo “bonario” è poca cosa nei confronti dei danni, presenti e futuri, che l’impresa può subire.
Occorrono consulenti di provata professionalità
L’agricoltore o gli agricoltori insieme devono allora rivolgersi a un consulente agronomo di esperienza, per l’attivazione di un contenzioso tecnico-economico (collegio tecnico arbitrale) che metta in evidenza l’entità reale dei danni correlati all’esproprio e allo scorporo fondiario, per ottenere un indennizzo che rappresenti davvero un serio ristoro, patrimoniale e finanziario, ai danni sofferti.