Roberto Bartolini19 Luglio 20213min2180

Glifosate verso rinnovo autorizzazione: “Non è cancerogeno”

glifosate

La temuta scadenza dell’autorizzazione del glifosate all’uso in agricoltura, fissata per la fine del 2022, si tinge di verde speranza grazie al recentissimo dossier di 1100 pagine redatto dalle due massime autorità europee in materia: l’Echa (Agenzia europea per le sostanze chimiche) e l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare).

Il punto più discusso da sempre è la temuta cancerogenicità del glifosate e ancora una volta lo studio dice chiaramente che non è cancerogeno. Su altri aspetti tossicologici la documentazione, sia quella presentata dai notificanti che quella di letteratura, non ha evidenziato criticità per quanto riguarda mutagenicità e tossicità riproduttiva e verso specifici organi bersaglio.

La nuova Pac non può fare a meno del glifosate

Il dossier dovrebbe mettere la parola fine alle discussioni sull’uso nei prossimi anni del glifosate e questa è una bella notizia, perché la sua eventuale esclusione dal mercato non avrebbe consentito di applicare molte delle pratiche agronomiche “sostenibili” e “ verdi” che entreranno in vigore con la nuova Pac 2023. Pensiamo prima di tutto alle lavorazioni conservative, che saranno protagoniste sia degli eco-Schemi che dei sostegni Psr del secondo pilastro (l’attuale misura 10 sarà confermata, anche se avrà una sigla differente), ma anche all’uso sempre più raccomandato delle cover crops e alle rotazioni colturali. Insomma, non possiamo attuare un’agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, senza poter contare sull’uso di mezzi tecnici tra i quali il glifosate.

Due impurezze da eliminare

Qualche aggiustamento da parte di coloro che producono il glifosate è comunque da fare, dal momento che il dossier parla di due nuove impurezze rilevanti per le quali verranno fissati dei limiti massimi. Non tutti i produttori di glifosate infatti sono in regola con la nuova specifica, per cui dovranno provvedere a nuove analisi della loro produzione e/o introdurre cambiamenti nel processo di sintesi in modo da rispettare i nuovi limiti. Questo aspetto va tenuto in debita considerazione da parte degli imprenditori agricoli al momento dell’acquisto, proprio per evitare di portare a casa glifosate non in regola, anche se magari con un prezzo più conveniente.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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