Roberto Bartolini20 Dicembre 20232min16141

Glifosate, via libera all’uso in agricoltura fino a dicembre 2034

glifosate

Gli agricoltori possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. La Commissione europea prorogherà per legge sino al 31 dicembre 2034 l’uso del glifosate in agricoltura, nonostante gli Stati membri della Ue, nel corso dell’ultima riunione, non siano riusciti a trovare un accordo.

Le migliaia di pagine dei dossier sugli studi effettuati sul glifosate, presentati nella pubblicazione del luglio scorso a cura dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), hanno convinto la Commissione Ue che non ci sono fattori che impediscano il rinnovo dell’autorizzazione, poiché il prodotto non è classificabile come sostanza cancerogena, mutagena o tossica per la riproduzione. Il riesame scientifico sul glifosate è durato tre anni e ha coinvolto, oltre all’Efsa, anche i massimi esperti di quattro paesi, Francia, Olanda, Svezia e Ungheria.

Il glifosate è l’erbicida più utilizzato al mondo perché ha una elevata efficacia, un ampio spettro di azione e un costo non elevato. Appena viene distribuito azzera le infestanti, ma viene fortemente assorbito dalla componente organica del terreno, tanto da perdere la efficacia erbicida dopo pochi giorni dalla sua applicazione.

La possibilità di usare il glifosate per altri dieci anni consente di continuare a diffondere senza remore l’agricoltura rigenerativa, il cui pilastro fondamentale sono le lavorazioni conservative come minima lavorazione e la semina su sodo, tecniche che stanno avendo un grande successo e che peraltro sono fortemente sostenute dalle politiche comunitarie.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Un commento

  • Luca Prada

    21 Dicembre 2023 at 3:47 pm

    Un vero peccato, a mio parere il fatto che sia il più utilizzato al mondo dovrebbe far riflettere sull’eventuale affidabilità delle ricerche effettuate, da chi sono effettuate, ecc ecc..quando il giro d’affari è troppo grande si oitrebbe arrivare a riuscire a provare che gli asini volando… credo che il bravo l’agricoltore dovrebbe imparare a sfruttare le conoscenze e evolversi..come di solito lei dice riguardo l’aratura e le lavorazioni distruttive dovrebbe secondo me anche imparare ad usare quelle tecniche agronomiche per cui si possa evitare l’uso di questo infame erbicida non selettivo.
    Saluti

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