Roberto Bartolini2 Dicembre 20151min1470

Il caso del dipendente dell’industria che vuole fare il piccolo agricoltore

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A volte il fascino della campagna batte forte alla porta di coloro che tutti i giorni vanno in ufficio da dipendenti, pur avendo un pezzetto di terra di proprietà. Facciamo il caso di una persona con meno di 40 anni che ha 3000 mq di vigneto e vorrebbe beneficiare dei contributi regionali per l’apertura di aziende agricole da parte dei giovani, impegnando almeno 104 giornate lavorative.
È un sogno possibile?

L’esperto Luciano Boanini dice che per poter beneficiare dei contributi per l’insediamento previsti dai nuovi Psr e/o dalla gestione Ismea è necessario che si configuri una figura professionale o di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto.

È vero che per le suddette figure il limite minimo di giornate è 104, cioè un terzo delle 312 giornate lavorative annue, ma se la persona è un dipendente e quindi percepisce uno stipendio, con solo 3000 mq di vigneto non riuscirà mai a soddisfare i requisiti richiesti dalla normativa di prevalenza 50% (ridotti a 25% in territorio montano o svantaggiato) dei fattori tempo e reddito.

Quindi, a queste condizioni beneficiare dei contributi è impossibile, a meno che non si lasci l’impiego e si investa ampliando il terreno coltivato per poter ricavare un reddito per vivere.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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