Roberto Bartolini4 Maggio 20227min24090

Il sorgo può sostituire il mais nella stalla da latte

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I costi di coltivazione in aumento vertiginoso e il cambiamento climatico che riduce anno dopo anno le precipitazioni utili alle colture, impongono di guardarsi attorno per trovare alternative alle colture più esigenti come il mais. Nonostante anche quest’anno in Italia abbia subito una riduzione di superficie, infatti, il mais non va abbandonato, ma nelle zone meno fertili e dotate di scarse risorse irrigue va affiancato, o nei casi limite anche sostituito, da colture meno esigenti in termini di mezzi tecnici e di interventi irrigui.

Il sorgo, sotto forma di granella o di insilato, è un’alternativa valida e ormai testata in pieno campo da anni, ma molti allevatori temono conseguenze negative, una volta che viene inserito nella razione delle vacche da latte al posto del mais. Vediamo allora come stanno le cose con l’aiuto di una serie di slides del prof. Andrea Formigoni dell’Università di Bologna che chiariscono molto bene le idee.

Il sorgo è il cereale più simile al mais

Come spiega l’immagine qui sopra, il sorgo è il cereale più simile al mais, con il vantaggio di non subire i danni derivanti dagli attacchi fungini, che sono il veicolo per le micotossine.

La tabella soprastante conferma la “vicinanza” in termini di composizione tra sorgo e mais, in particolare per quanto riguarda la fibra degradabile (indice NDF e dNDF) e la percentuale di amido.

Quest’altra tabella mostra come anche in termini di energia, sorgo e mais non differiscono in maniera significativa, mentre si mantengono molto distanti da orzo e frumento.

Confronto fra razioni nella zona del Parmigiano reggiano

Alcune prove pratiche di alimentazione delle vacche destinate alla produzione di Parmigiano reggiano hanno messo a confronto una razione con sorgo e una con mais-orzo.

I dati mostrano come la produzione di latte passa da 30,88 nella razione a base di sorgo a 31,52 della razione con il mais e che tutti gli altri valori sono molto vicini tra loro.

Nell’immagine che segue, un altro confronto mostra che la produzione di latte passa da 32,26 kg con una dieta a base di fiocco di mais a 31,18 kg con la dieta a base di farina di sorgo. Anche i valori di grasso e proteine non differiscono in maniera significativa nelle due razioni con e senza mais.

Ed ecco infine le conclusioni pratiche del prof. Formigoni.

Cosa succede quando si usa il silosorgo

La tabella seguente mostra la composizione del silosorgo e del silomais.

I criteri da seguire per sostituire il silomais con il silosorgo consistono nell’azzeccare la scelta della varietà di sorgo, che deve possedere fibra degradabile e percentuali di amido adeguate.

Molto importante è scegliere sorghi BMR, cioè quelli a elevata digeribilità (superiore del 50% rispetto ai sorghi comuni da foraggio), grazie al basso contenuto di lignina (4,2% s.s.) e con elevato tenore in zuccheri e proteine. Questi sorghi vanno trinciati 10/15 giorni dopo l’emissione del pennacchio.

La qualità del latte non cambia

Per quanto riguarda la produzione e la qualità del latte, la tabella che segue mostra che anche in questo caso la dieta a base di silomais (dieta SM) non porta a valori molto diversi da quella a base di silosorgo (dieta SF) anche per quanto riguarda i valori di grasso e proteine nel latte.

Ed ecco le conclusioni finali:

Dunque è più che mai opportuno che i nostri allevatori considerino con sempre maggiore attenzione colture alternative rustiche e meno energivore come i sorghi, da granella e da foraggio, dal momento che la moderna genetica ha messo sul mercato varietà molto performanti per l’alimentazione della stalla da latte.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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