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Cos’è l’Isobus, pietra miliare della precisione in agricoltura

Cos’è l’Isobus, pietra miliare della precisione in agricoltura

All’inizio del XXI secolo l’Isobus è stato il primo passo verso una rivoluzione nel mondo agricolo. L’obiettivo era quello di raggiungere compatibilità e standardizzazione fra trattori e macchinari agricoli. Il linguaggio Isobus permette una comunicazione standardizzata fra diversi tipi di trattori e macchinari, portando diversi vantaggi, tra cui ad esempio il fatto che non serve più munirsi di un diverso terminale per ogni tipo di macchina, ma è possibile usare un unico terminale universale, collegabile a più macchinari. Ciò significa che è possibile collegare tutte le macchine a un trattore. In questo breve trattato, vedremo che cos’è l’Isobus e come applicarlo al meglio nelle aziende agricole italiane.

Isobus Plug Play

L’Isobus in modalità “plug and play” permette la visualizzazione automatica della macchina sulla schermata grazie alle sue impostazioni operative e di controllo.

 

La rivoluzione elettronica Isobus in agricoltura

La rivoluzione elettronica che sta facendo cambiare volto alla nostra agricoltura passa attraverso l’Isobus, una tecnologia di comunicazione sviluppata da Kverneland che si basa sullo standard ISO 11783. Grazie a questo sistema con un solo display si pilotano dalla cabina del trattore tutti gli attrezzi Isobus compatibili collegati a esso.

Da questa pietra miliare si è ampliata di anno in anno tutta una serie di applicazioni con integrazioni e unioni ai sistemi GPS e a sensori sempre più precisi che oggi consentono un’automazione e una tracciabilità totale di ogni intervento che si fa in campo. Vediamo alcuni esempi.

  • Virtual terminal: display che visualizza le informazioni degli attrezzi collegati e consente di controllare ogni movimento degli attrezzi in campo.
  • Task Controller: permette di eseguire le lavorazioni in relazione alla posizione delle macchine in campo, integrandosi con il GPS. Registra tutti i dati delle lavorazioni che possono essere scaricati sui sistemi informatici dell’azienda agricola per analisi e statistiche.
Task controller

Il task controller

  • FMIS. Sistema di gestione delle informazioni aziendali. Permette la creazione di mappe di lavorazione, inviate a un Task Controller, con la gestione dei mezzi tecnici, materiali, carburanti, ore lavoro ecc. Si può gestire dall’ufficio aziendale la flotta macchine, verificare tempi e percorsi.
Le mappe di lavorazione FMIS

Le mappe di lavorazione FMIS

 

L’Isobus: per quali aziende agricole?

È ancora un po’ in voga la leggenda metropolitana che i GPS e i sistemi di precisione siano opportunità valide solo per le aziende di medie e grandi dimensioni. Ma questo sarebbe come dire che il navigatore satellitare è utile solo sulle auto di grossa cilindrata. In realtà, l’Isobus è una tecnologia che offre innumerevoli vantaggi anche alle piccole aziende agricole, oltre che naturalmente alle altre più grandi. Vediamone alcuni tra i più importanti:

  1. Migliorare e uniformare verso l’alto la qualità dei prodotti coltivati.
  2. Incrementare l’efficienza del processo produttivo, con maggiori rese per ettaro e una decisa razionalizzazione dei costi.
  3. Ridurre l’impatto ambientale di concimi e agrofarmaci grazie a un uso mirato di questi prodotti che vanno tutti a bersaglio, annullando gli sprechi.
  4. Diminuire l’affaticamento dell’operatore agricolo grazie all’automazione delle operazioni e aumentare la sua sicurezza sul lavoro.
  5. Tracciare tutto il percorso produttivo e documentarlo con report di fine campagna da poter consegnare agli acquirenti (stoccatori, molini, industrie agroalimentari, trasformatori, eccetera).

Da dove partire

Il punto di partenza per implementare nella propria azienda agricola i sistemi di precisione è al momento della raccolta di frumento, mais, soia, colza, orzo, eccetera. La mietitrebbia che effettua il lavoro deve infatti essere equipaggiata con un sistema di mappatura del raccolto che, punto per punto e man mano che la macchina avanza tra le file da raccogliere, registra la produzione unitaria e una serie di parametri legati al prodotto come umidità e contenuti di sostanze come proteine, amidi ecc.

Le mappe di raccolta

Il risultato di tale lavoro di registrazione alla fine della campagna di raccolta sarà costituito da una serie di mappe di raccolta, suddivise per ciascun appezzamento, dove differenti colori e tonalità corrispondono a differenti produzioni (vedi immagine qui sotto). In questo modo l’agricoltore può conoscere con estrema precisione come si sono comportati i suoi diversi appezzamenti in termini di produttività. È evidente che nelle zone dove ha prodotto di meno occorrerà svolgere delle indagini per conoscerne i motivi, come per esempio eseguire prima di tutto un’analisi chimica e fisica del terreno e valutare la struttura sottostante la superficie del suolo.

Mappe di raccolta da Isobus

Mappe di raccolta da Isobus

Le mappe di prescrizione

Dalla mappa di raccolta si deve creare per la campagna di semina successiva una cosiddetta mappa di prescrizione, che non è altro che un piano differenziato di distribuzione del seme e dei concimi in funzione delle reale fertilità sitospecifica del suolo. Dove il terreno mostra maggiore spinta produttiva per sue caratteristiche naturali o per altri motivi (cioè le aree dove la produzione è risultata maggiore), l’agricoltore può decidere di aumentare le dosi di seme e di fertilizzanti per verificare se ci sarà una risposta a un uso maggiore di mezzi tecnici. In alcuni casi la risposta è positiva, in altri no: di conseguenza, ci si regolerà nell’anno successivo.

Per realizzare l’agricoltura di precisione occorre disporre di attrezzature capaci di leggere le mappe di prescrizione e di attivare distribuzioni differenziate di mezzi tecnici.

L’Isobus nella semina

La semina a diamante

La semina a diamante

Nel campo della semina, con i sistemi Isobus collegati al GPS si ottengono i seguenti vantaggi:

  • Perfetto allineamento delle file evitando sovrapposizioni e precisione nel dosaggio e nella profondità di semina, che sono elementi decisivi per determinare la resa finale.
  • Possibilità di seminare a dose variabile in funzione delle mappe di prescrizione derivate dalle mappe di raccolta in base alle differenti caratteristiche fisiche e di fertilità del suolo.
  • Possibilità di semina con schemi a diamante e/o quinconce con aumento dell’investimento/mq, che per il mais equivale a oltre 10 piante/mq.

Tutto questo si collega con uno dei pilastri della nuova Pac, che sollecita i nostri agricoltori ad aumentare le rese per ettaro sfruttando l’immensa mole di tecnologie innovative che le industrie d’avanguardia hanno messo a loro disposizione.

L’Isobus nella concimazione

sacchi concime

La quantità di azoto perso a causa della cattiva distribuzione in campo equivale a un milione di tonnellate all’anno in Unione europea. Se contiamo che 1 kg di azoto costa 1 kg di gasolio, lo spreco è pari a 500 milioni di euro.

La concimazione è la voce che sui costi di coltivazione delle erbacee incide per oltre il 30%. Il parco spandiconcime in Italia per il 70% delle attrezzature in uso è obsoleto, con modelli centrifughi monodisco che danno una distribuzione non omogenea.

La distribuzione a rateo variabile

Il salto di qualità nella concimazione si fa con la distribuzione a rateo variabile abbinata al GPS per applicazioni mirate punto per punto sulla base delle mappe di prescrizione. In questo caso l’elettronica, come sottolineano Alessio Bolognesi e Stefano Pagliarani di FederUmacoma, è ancora più importante perché è più complessa la regolazione di uno spandiconcime che distribuisce una quantità correlata al tempo di erogazione. La centralina di controllo elettronico, una volta rilevata la posizione del cantiere e ricevute le istruzioni sulla dose da distribuire in quel punto, aprirà e chiuderà la valvola di adduzione di ogni singola testata, dando dosi maggiori nelle aree più fertili e viceversa in quelle dove è conveniente la dose, perché comunque non aumenterebbero le rese per limiti oggettivi del terreno.

Dunque le dosi ottimali per ciascuna zona del campo non sono affatto univoche, ma differiscono in maniera anche consistente a seconda che l’obiettivo sia la massimizzazione delle rese oppure la diminuzione dell’impatto ambientale. Tutto ciò significa ridurre tempi e costi e limitare l’immissione di azoto ammoniacale nell’ambiente.

Kverneland Italia

Kverneland Italia

Kverneland Group è una multinazionale leader nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione di macchine e servizi per l’agricoltura.


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