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La colza, seminata entro settembre, può rendere oltre 650 euro a ettaro

La colza, seminata entro settembre, può rendere oltre 650 euro a ettaro

Gli agricoltori italiani non riescono a inserire stabilmente la colza nei loro ordinamenti colturali e questo è un peccato, perché i pochi che lo hanno fatto ne traggono notevoli benefici. Come l’aumento del tenore di sostanza organica e il miglioramento delle condizioni fisiche del terreno, la riduzione di alcune infestanti e quindi anche l’aumento di produzione della coltura che segue la colza.

Gli esiti produttivi altalenanti della colza derivano per lo più da un approccio agronomico alla coltura non sempre corretto. Infatti il segreto della riuscita della coltura risiede nel rispetto di alcune tegole agronomiche di base che cerchiamo di riassumere con l’aiuto del servizio tecnico Anb, l’associazione che promuove anche il contratto di coltivazione Anb-Coop a prezzo aperto, che nel 2016 è stato di 367,02 euro a tonnellate di prodotto conferito.

La buona tecnica colturale della colza

Epoca e dose di semina: Al più tardi entro il mese di settembre, impiegando – se si usa la seminatrice pneumatica – 45/65 semi al metro quadro con una profondità di semina entro i 2 cm.

Protezione terricoli. In presenza di elateridi è opportuno impiegare un geodisinfestante localizzato a base di Treflutin.

Concimazione localizzata. È opportuno distribuire fosforo localizzato alla semina.

Diserbo. Indispensabile il pre-emergenza a base di metazaclor oppure con la più recente formulazione a base di “pendimentalim+clomazone” con dosaggi da modulare in base al terreno per evitare fenomeni di fitotossicità.

Cultivar Clearfield. Elmer Cl è una cultivar di Bayer-Carla Import che è tollerante all’imazamox, cioè all’erbicida di post-emergenza Cleranda che consente un efficace controllo della maggior parte delle infestanti invernali e primaverili della colza, da impiegare a 2 litri/ha associato al coadiuvante Dash HC. Il diserbo va effettuato in fase di post-emergenza precoce sino a uno stadio della colza di 8 foglie vere su infestanti giovani allo stadio di 3 foglie. Se il terreno è secco è bene irrigare per facilitare l’azione del prodotto.

Insetticidi. Attenzione allo stadio “bottoni fiorali”, che è il momento ideale per effettuare un intervento insetticida se necessario.

Concimazione azotata. È un cardine del successo produttivo. Occorrono 120-140 unità di N/ha.

Raccolta. È un altro momento chiave e se si sbaglia si perde tanto prodotto. Occorrono testate specifiche oppure adattamenti alle testate per cereali come l’applicazione di una barra di taglio verticale, l’avanzamento della barra di taglio orizzontale, la corretta regolazione e una congrua velocità.

Varietà. Bisogna puntare sugli ibridi disponibili nei cataloghi delle principali società sementiere come Monsanto, Kws, Limagrain, Pioneer, Maisadour, Sis, Bayer Carla Import.

Costo di coltivazione e ricavi

Il costo di coltivazione medio della colza, stimato da Anb, è pari a 479,50 euro per le operazioni colturali da sommare a il costo dei mezzi tecniciè  pari a 320 euro, per un totale di 799,50 euro.

Con una produzione di 35 ql/ha (che facilmente può raggiungere i 40 ql/ha) al prezzo di 36,70 euro/ql si ha una PLV minima di 1284,57 euro, elevabile a 1478 euro.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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