Roberto Bartolini19 Luglio 20161min2190

La nostra suinicoltura colpita da una crisi profonda. Le 5 mosse del governo per dare sostegno al comparto

suinicoltura-crisi

Gli attacchi alla carne rossa, l’embargo russo, la saturazione dei mercati comunitari, la diminuzione dei consumi interni e le importazioni in aumento: sono le principali cause della profonda crisi che colpisce la suinicoltura italiana, fatta da 25 mila allevamenti dove si producono 8 milioni di suini, le cui carni valgono 3 miliardi di euro che una volta trasformate raggiungono gli 8 miliardi di euro.

Il piano di azione messo a punto dal governo si articola in cinque mosse:

  1. Conferma della compensazione Iva per le carni suine anche nel 2017.
  2. Allargamento e semplificazione della moratoria dei debiti degli allevatori con il pagamento diretto degli interessi dei mutui sostenuti.
  3. Creazione di un marchio nazionale unico per i regimi di qualità per valorizzare i tagli di carne italiana non utilizzati per i prosciutti dop.
  4. Sostegno all’export tramite la rimozione di barriere sanitarie a cominciare dalla Cina.
  5. Campagne di comunicazione e promozione del sistema suinicolo nazionale.

Speriamo che dalle parole e dai buoni propositi si passi rapidamente ai fatti, perché gli allevatori non hanno più tempo per aspettare le lente decisioni dei politici.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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