Life Agrestic, stop ai gas serra: medica traseminata nel grano e cover crops

Life Agrestic, stop ai gas serra: medica traseminata nel grano e cover crops

Per fortuna che tra i tanti che pontificano sulla sostenibilità dell’agricoltura c’è qualcuno che si occupa in concreto di individuare percorsi colturali innovativi da proporre agli agricoltori affinché possano allinearsi con profitto al nuovo corso verde del mondo produttivo. Life Agrestic (www.agrestic.eu) è un progetto che raccoglie numerosi dati e indicatori sull’introduzione di leguminose e cover crops in rotazioni quadriennali di cereali e colture industriali e sull’utilizzo della digitalizzazione, in senso lato, al fine di mitigare l’impatto dell’attività agricola sul cambiamento climatico. Il progetto, che è molto operativo, coinvolge partner importanti come Horta, ART-ER, Isea, Edagricole, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Università di Piacenza.

L’attività svolta in pieno campo su parcelle di un ettaro sarà molto utile anche per determinare la capacità di sequestrare la CO2 da parte delle colture in rotazione e dei percorsi agronomici applicati, quindi diverrà propedeutica per definire e dare un valore economico a quei crediti di carbonio che saranno una nuova forma di contributo della prossima Pac, a favore di agricoltori innovatori e più attenti all’ambiente.

Al momento non ci sono dati da pubblicare perché la sperimentazione non ha ancora completato il suo ciclo, tuttavia possiamo indicare già cosa si sta facendo in campo per fornire agli agricoltori e ai contoterzisti una traccia su ciò che è bene cominciare a mettere in campo, perché il 2023 è dietro l’angolo.

L’impostazione delle prove in tre aree geografiche

Life Agrestic ha allestito le prove triennali di confronto tra rotazioni tradizionali (CCS) ed innovative (ECS) ad alto potenziale di mitigazione climatica (cioè pratiche agricole che diminuiscono gli impatti sul clima e sul terreno) in tre zone agricole italiane: Foggia, Pisa e Ravenna.

I confronti a Foggia

Il modello di rotazione convenzionale (CCS) prevede grano duro, orzo, grano duro e girasole. Il modello di rotazione sostenibile (ECS) prevede grano duro, cover crops invernale che copre il terreno dal momento della raccolta del frumento alla semina del girasole nella primavera successiva, orzo con trasemina di medica e infine lenticchia.

I confronti a Pisa

Il modello di rotazione convenzionale (CCS) prevede mais, frumento duro, girasole e orzo. Il modello di rotazione sostenibile (ECS) prevede cece (al posto del mais), frumento duro con bulatura di medica, girasole, orzo con bulatura di medica.

I confronti a Ravenna

Il modello di rotazione convenzionale (CCS) prevede pomodoro, grano duro, mais, grano duro. Il modello di rotazione sostenibile (ECS) prevede grano duro con bulatura di medica, pomodoro, grano duro con bulatura di medica, pisello.

Cover crops invernali

Le cover crops delle prove Agrestic coprono il terreno nel periodo che intercorre tra la raccolta del grano duro e la semina della coltura primaverile, con una semina effettuata a fine estate su minima lavorazione del terreno. È stato utilizzato un miscuglio di rafano, facelia e trifoglio, piante dotate di apparati radicali molto diversi tra loro, proprio per diversificare la loro attività sulla struttura dei suoli. A fine inverno la biomassa della cover viene trinciata e interrata, preparando il letto di semina primaverile.

La bulatura delle leguminose nel grano

La medica viene traseminata nel grano alla dose di 35 kg/ha utilizzando una seminatrice, oppure anche uno spandiconcime e può essere anche strigliata (facoltativo). La medica può essere sfalciata anche più volte (l’operazione in agosto ha prodotto in media 2,5 t/ha di sostanza secca) e sovesciata in vista della coltura successiva.

La medica, come anche il trifoglio ladino, sono ideali per l’operazione di bulatura e esercitano un’azione di contenimento naturale delle infestanti molto efficace, senza interferire sulla produzione della coltura principale.

L’apporto di azoto della medica in bulatura si stima attorno a 30-40 unità/ha a tutto vantaggio della coltura principale che verrà seminata, con una riduzione nell’impiego dei concimi minerali. Da ricordare che la paglia del frumento va tolta dal campo, per evitare che svolga un effetto ombreggiante a danno della medica.

Per quanto riguarda la scelta della leguminosa da traseminare, la medica resiste meglio alla siccità estiva, ha un apparato radicale profondo e si adatta bene anche a frumenti ad alto investimento e molto produttivi, mentre il trifoglio ladino si adatta meglio nella consociazione con varietà di grano più radi e quindi tendenzialmente con minor potenziale produttivo.

Misurazione delle emissioni di gas serra

L’immagine illustra i tre principali gas serra di cui è responsabile l’agricoltura e che devono essere quantificati per poter paragonare i benefici di percorsi agronomici innovativi con quelli tradizionali seguiti sino a oggi.

Per la misurazione delle emissioni dei gas serra dai campi coltivati vengono utilizzate delle speciali camere a campana dislocate in varie parti dell’appezzamento.

Agrestic ha messo a punto un nuovo sistema di monitoraggio in continuo dei gas serra emessi dai campi, costituito da vere e proprie stazioni il cui funzionamento è schematizzato nell’immagine che segue.

La stazione misura ogni 20 minuti le emissioni con nove cicli al giorno.

Contabilizzare i crediti di carbonio

Per poter contabilizzare i crediti di carbonio da trasferire agli agricoltori virtuosi con la nuova Pac, occorre misurare sia il carbonio sequestrato dalle colture, sia il carbonio emesso sotto forma di CO2. Quindi la misurazione in continuo del progetto Agrestic, grazie alle camere di accumulo e alle stazioni di monitoraggio in continuo, permette di quantificare con precisione le emissioni delle pratiche colturali adottate dagli agricoltori. Pertanto questo progetto servirà per mettere insieme dati di riferimento preziosi per coloro che dovranno scrivere le regole e fissare i contributi dei futuri PSR.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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