Mais, perché alcuni diserbi di pre-emergenza non hanno funzionato

Mais, perché alcuni diserbi di pre-emergenza non hanno funzionato

Il mese di giugno ha portato la pioggia che non era caduta per tutto l’inverno e la primavera e forse anche di più, ma non dimentichiamo gli esiti negativi in alcune zone del nord Italia e i trattamenti di diserbo di pre-emergenza, che hanno costretto a interventi successivi non sempre riusciti al meglio.

Nella foto qui sopra vediamo un mais diserbato con un trattamento di pre-emergenza, al quale è seguito un trattamento con graminicida per controllare la sorghetta non tenuta a bada dal primo trattamento. L’esito è stato fortemente compromesso dall’andamento stagionale caratterizzato da siccità, piogge improvvise e brevi e soprattutto dalle forti escursioni termiche tra giorno e notte, che hanno avuto effetti negativi sulla fisiologia delle piante ma anche sui meccanismi di controllo dei principi attivi.

La tabella parla chiaro: dalle forti escursioni termiche avvenute dal 28 aprile al 28 maggio 2020 si vede chiaramente che si passa da minime di 9-15 gradi a massime anche di 22 gradi e questo ha mandato in tilt i meccanismi di controllo delle infestanti, ma anche il metabolismo del mais e delle infestanti. Una sorta di cortocircuito che non ha permesso di controllare come si sarebbe dovuto le infestazioni, provocando scompensi anche alla coltura principale.

Il caso amaranto

Come si nota dalla foto, il diserbo effettuato il 22 aprile non ha controllato l’amaranto. Così il 12 maggio è stato effettuato un secondo trattamento con Mesotrione e Dicamba alla dose di 750+300 g/ha.

L’esito del trattamento sull’amaranto è stato ottimo, peccato che è nata della sorghetta, dato che non era stato previsto in miscela il graminicida.

Credits: tutte le foto sono di Gianni Sposato.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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1 commento

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  1. Fabrizio
    Fabrizio 26 Giugno, 2020, 13:57

    Buongiorno, sicuramente sarà un terreno con lavorazioni primarie in minima o strip till

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