Nuovi Psr, gli incentivi dovranno premiare i risultati raggiunti dagli agricoltori

Nuovi Psr, gli incentivi dovranno premiare i risultati raggiunti dagli agricoltori

Misurare con i dati la sostenibilità delle pratiche agricole, premiare con gli incentivi solo i risultati raggiunti grazie all’implementazione delle innovazioni come l’agricoltura conservativa e l’agricoltura di precisione, passare dall’attuale Pac amministrativo-burocratica a una nuova Pac che elargisce incentivi sulla base di chiari e inequivocabili indicatori di risultato. Questo è il salto in avanti decisivo che occorre fare con la nuova programmazione Psr 2022-2027: lo ha affermato con convinzione Michele Pisante dell’Università di Teramo, ospite di un webinar organizzato da Edagricole nell’ambito di Eima Digital 2020.

Passi in avanti nelle campagne sono stati fatti, ma l’agricoltore tarda a trasformare i sistemi di gestione aziendale, anche laddove è dimostrata la validità delle innovazioni, perché il mercato non le valorizza abbastanza essendo per lo più sconosciute e non distinguibili dal consumatore.

Modificare radicalmente l’impianto degli attuali Psr

Nei nuovi Psr che le Regioni dovranno predisporre, oltre a eliminare la farraginosità delle procedure, l’eccessiva eterogeneità di norme e le incomprensibili differenze nel valore dei premi destinati agli agricoltori per l’adozione di misure identiche, si dovranno identificare degli indicatori dei risultati raggiunti, come per esempio lo stoccaggio della Co2 nel suolo e il miglioramento della fertilità globale del terreno.

Con la lavorazione a strip till, oltre a minimizzare i costi di preparazione del letto di semina, si sequestra CO2 e si migliora nel giro di pochi anni la fertilità chimica e fisica dei terreni agricoli.

Con la digitalizzazione si possono monitorare i risultati

Sono i moderni e potenti sistemi di digitalizzazione che possono misurare e monitorare periodicamente, su base territoriale, se la tutela dell’ambiente e la sostenibilità sono stati raggiunti da chi ha aderito alle misure agroambientali, consentendo all’agricoltore virtuoso non solo di ricevere gli incentivi ma anche di comunicarlo al mercato, attraverso la tracciabilità totale dei suoi interventi in campo dalla semina alla raccolta.

La nostra macchina amministrativa deve cambiare passo

Non c’è dubbio, aggiungiamo noi, che la macchina amministrativa e burocratica del nostro paese deve cambiare in fretta modalità di lavoro, perché per centrare gli obiettivi di cui sopra occorre una chiara visione sulle metodologie da adottare, per promuovere un reale cambio di passo nelle politiche di sostegno, ma anche per trasformare le sfide globali di cui parla l’Europa in missioni concrete, misurabili e realizzabili.

Gli agricoltori vanno premiati senza incentivi a pioggia

Se ai produttori agricoli viene richiesto un forte impegno per l’ambiente e per la salute dei consumatori, occorre riconoscerlo economicamente, ma evitando la distribuzione a pioggia degli incentivi, puntando sulla conoscenza approfondita dei dati, dei numeri e dando finalmente una misura alle azioni virtuose richieste, perché più impegni assumeranno gli agricoltori e maggiore sarà il premio a loro riconosciuto.

Infine non c’è dubbio che, data la piccola dimensione della maggior parte delle nostre aziende agricole, solo forti e chiari patti territoriali tra agricoltori e contoterzisti, certamente più attrezzati per sostenere importanti investimenti tecnologici, potrà finalmente farci spiccare il volo verso un sistema agricolo innovativo, sostenibile capace di generare più reddito per tutti contando che il made in Italy è un marchio di grande successo e che non conosce crisi anche in epoca di pandemia.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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