Più erba medica e meno emissioni per valorizzare il made in Italy

Più erba medica e meno emissioni per valorizzare il made in Italy

In Italia importiamo il 90% degli alimenti proteici destinati alla nostra zootecnia e se mettiamo in conto i rincari di mais e di soia, ci accorgiamo che i costi dei mangimi sono diventati insostenibili, mettendo a dura prova i conti dei nostri allevatori. Ma la soluzione c’è e si chiama erba medica, protagonista del progetto Medi-C-A-Rbonio (acronimo di contabilizzazione delle emissioni e sequestri del carbonio nel processo produttivo del foraggio da prato di erba medica per valutarne il contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici) realizzato nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna, che vede il coinvolgimento di 40 aziende produttrici di erba medica associate all’Aife – Filiera Italiana Foraggi e del CRPA di Reggio Emilia (Centro Ricerche Produzioni Animali) nel ruolo di partner scientifico.

Erba medica, una coltura virtuosa che sequestra CO2

La produzione di erba medica, che in tema di emissioni produce un cinquantesimo di CO2 equivalente rispetto alla soia importata, si distingue da altre produzioni per il suo ruolo strategico in risposta alla sostenibilità, alla redditività e alla competitività. I punti di forza dell’erba medica, in relazione alla maggiore valorizzazione della nostra zootecnia di alta qualità, sono in sintesi i seguenti:

  • NO-OGM, genetica italiana dell’erba medica
  • Nessuna irrigazione dell’acqua
  • Processo di raccolta con attrezzature ad alta tecnologia
  • Privo di polvere, sassi, terra e corpi estranei
  • Processo di disidratazione da gas naturale
  • Prodotto pulito dalla muffa
  • Ottima disponibilità di frazioni fibrose ad alta digeribilità
  • Prodotto adatto a un elevato consumo di fibra di buona qualità
  • Sistema di qualità e prodotti certificati

Il marchio di certificazione “Made green in Italy”

La crescente richiesta da parte dei consumatori di prodotti italiani al 100% e della tracciabilità dal campo alla tavola ha innescato un’accelerazione ai processi di certificazione che oggi annoverano tra i più importanti e garantiti il “Made green in Italy”, uno schema di valutazione e comunicazione ambientale promosso e gestito dal Ministero della transizione ecologica finalizzato alla valorizzazione delle qualità ambientali dei prodotti italiani, che così possono ottenere il marchio di certificazione.

Cresce il business dell’erba medica essiccata

Il business dell’erba medica essiccata è in costante crescita. Aife – Filiera Italiana Foraggi rappresenta il 90% della totalità dei foraggi essiccati e disidratati, con una produzione che si aggira intorno a 800.000 tonnellate/anno. Circa il 60% della produzione di Aife – Filiera Italiana Foraggi è destinata all’estero e il trend è in costante crescita; il fatturato aggregato dell’associazione si aggira intorno ai 250 milioni di euro/annuo, ma con il giro di affari dell’intera filiera e dell’indotto la cifra raggiunge i 450 milioni.

Dunque i foraggi da prati di erba medica d’ora in poi saranno sempre più richiesti dal mercato e saranno strategici perché contribuiscono al sequestro di carbonio nel suolo e a valorizzare le produzioni alimentari derivanti da materie prime di allevamenti certificati come sostenibili. È questa la grande opportunità che deve cogliere il mondo agricolo di fronte al disastro climatico e ambientale che ormai impone a tutto il mondo una decisa inversione di rotta.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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