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PSR, come utilizzare la Misura 16 per investire sull’innovazione agricola con gli aiuti europei

PSR, come utilizzare la Misura 16 per investire sull’innovazione agricola con gli aiuti europei

L’Unione europea, per dare un futuro all’agricoltura, mette al primo posto la conoscenza e l’innovazione, due fattori chiave per l’azienda agricola che vuole rimanere sul mercato. Consapevole delle difficoltà che hanno gli agricoltori ad “abbandonare la strada vecchia per la nuova”, ecco che l’Unione europea, con il varo dei nuovi PSR, ha dedicato una misura specifica di aiuto per sostenere finanziariamente “i progetti e lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie innovative”.

In particolare, l’operazione 16.2.01 dei PSR di tutte le regioni italiane sostiene progetti da realizzare attraverso la cooperazione di più soggetti che hanno per finalità:

1) Migliorare l’efficienza dei sistemi di gestione, logistica e coordinamento di filiera, compresa l’ottimizzazione dei flussi di dati e informazioni e l’adozione di metodologie di programmazione produttiva.
2) Migliorare la sostenibilità ambientale, la sicurezza la qualità dei processi e dei prodotti.
3) Stimolare la gestione sostenibile della risorsa suolo.
4) Orientare le imprese alla domanda di mercato sviluppando prodotti nuovi e/o diversificati.

Dunque ce ne è abbastanza per innovare a 360 gradi! Riportiamo di seguito come esempio la misura 16, già oggetto di finanziamento da parte delle Regione Lombardia, ricordando che anche nelle altre regioni lo schema rimane pressoché invariato.

Chi può partecipare ai progetti

Possono partecipare solo aggregazioni di nuova costituzione o già costituite ma che intraprendono nuove attività alle quali possono aderire:

1) Imprese agricole singole o associate.
2) Consorzi e società consortili costituite da imprese agricole individuali e/o associate e imprese operanti nella trasformazione dei prodotti agricoli.
3) Società di distretto con riferimento ai distretti agricoli accreditati ai sensi della dgr 10085/2009.
4) Organismi di ricerca: università, centri e istituti di ricerca, pubblici e privati di comprovata qualificazione nel settore della ricerca agricola e agroindustriale e dell’innovazione tecnologica.

L’aggregazione deve comprendere almeno tre soggetti, di cui due rappresentati da imprese agricole e/o agroindustriali e almeno uno da un organismo di ricerca.

Chi presenta la domanda di finanziamento

Per poter presentare la domanda, la prima cosa che deve fare il raggruppamento che si è formato, è la costituzione di una Associazione Temporanea di Imprese (ATI) o una Associazione Temporanea di Scopo (ATS).

Nell’atto costitutivo del raggruppamento devono essere indicati il regime di proprietà, l’utilizzo e la diffusione dei risultati del progetto per il quale si chiede il finanziamento.

Nominare un capofila

Uno dei partner, a esclusione degli istituti di ricerca, deve fungere da capofila, cioè deve presentare la domanda di contributo a nome e per conto di tutti i partner e deve essere il referente del progetto per quanto riguarda tutti i rapporti con gli enti regionali e della rendicontazione di tutte le spese sostenute per realizzare il progetto.

Interventi ammessi

Sono ammessi a finanziamento i progetti di sviluppo sperimentale, cioè acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo di conoscenze esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale per sviluppare prodotti e processi nuovi o migliorati rispetto agli esistenti.

Quali sono i temi dei progetti

I progetti devono riguardare lo sviluppo di:

  • Tecnologie e procedure per i sistemi di gestione logistica e flusso di dati e informazioni , compresi i sistemi di rete.
  • Tecnologie innovative di processo, compresa la realizzazione di prototipi.
  • Prodotti nuovi e innovativi rispondenti alla domanda dei mercati.

I progetti devono prevedere un programma diffusione dei risultati.

Tipologie dei costi ammessi a finanziamento

1) Costi di costituzione dell’aggregazione e di progettazione: non possono superare il 15% dell’intero ammontare ammissibile con un tetto massimo di 30.000 euro.
2) Costi di realizzazione del progetto.
3) Costi per la diffusione dei risultati con eventi divulgativi e dimostrazioni di campo, pubblicazioni tematiche tramite stampa e media elettronici. Questi costi non possono superare il 15% dell’intero ammontare ammissibile a finanziamento, con un tetto massimo di 50.000 euro.
4) Costo di realizzazione della cartellonistica informativa ammesso sino a un massimo di 200 euro.

Tetti di spesa ammissibili

L’ammontare di spesa ammissibile a finanziamento per ogni progetto è compreso tra un minimo di 100.000 euro e un massimo di 400.000 euro e i progetti devono concludersi entro 24 mesi dalla comunicazione di concessione del contributo, con la possibilità di chiedere una sola proroga di altri 6 mesi.

A quanto ammonta il contributo

La quota di aiuto è così stabilita:

  • 100% dei costi per la costituzione dell’aggregazione.
  • 50% dei costi per la realizzazione del progetto.
  • 70% dei costi per progetti con obiettivi esclusivamente ambientali.
  • 80% dei costi per la diffusione dei risultati.

L’aiuto è concesso in conto capitale ed è possibile una erogazione intermedia come stato di avanzamento lavori e un saldo finale.

Criteri di valutazione del progetto

Come sempre le valutazioni delle domande sono fatte sulla base di punteggi che riguardano la qualità del progetto dell’aggregazione e del programma di trasferimento e diffusione dell’innovazione. I punteggi più alti si ottengono se il progetto migliora la sostenibilità ambientale, la qualità dei prodotti, la gestione razionale di suolo, aria e acqua e orienta le imprese al mercato e alla filiere della trasformazione.

Molto importante è anche la composizione dell’aggregazione, che ottiene il punteggio massimo se è completa, cioè comprende agricoltori, organismi di ricerca e altri operatori economici e divulgatori, così come il livello di competenza dei soggetti che costituiscono il partenariato.

Presentazione della domanda

A seconda delle regioni, per i bandi si stabiliscono le date di apertura e chiusura che di solito comprendono non più di due mesi. Nel caso della Lombardia, il bando apre l’8 febbraio 2016 e chiude il 4 aprile 2016.

La domanda va presentata in via telematica tramite compilazione informatizzata reperibile nel Sistema Informativo regionale oppure tramite i CAA o professionisti registrati in regione. L’istruttoria delle domande deve concludersi in 90 giorni.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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