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Stalle da latte: un’indagine dell’Università di Milano ci svela cosa non va e dove migliorare

Stalle da latte: un’indagine dell’Università di Milano ci svela cosa non va e dove migliorare

39 stalle da latte del milanese, del lodigiano e del cremasco, con circa 200 capi in produzione, sono state oggetto di un’indagine da parte dell’Università di Milano, pubblicata sull’Informatore Agrario, per rilevare lo stato dell’arte dei principali parametri strutturali e funzionali che influiscono sulla produttività e sul benessere degli animali.

Il primo dato che deve far riflettere è la variabilità nella produzione del latte di queste stalle, con una media di 31 kg/capo/giorno ma con punte di 42 kg/capo/giorno. La produzione della maggior parte delle aziende si colloca tra 25 e 35 kg/capo/giorno.

Parte strutturale della stalla

Altezza del tetto in gronda: nel 72% dei casi è inadeguato con limitazione dell’ingresso dell’aria, soprattutto d’estate.

Pendenza delle falde del tetto: il 75% ha pendenze non ottimali (cioè meno del 30%) e il 20% ha pendenze del tutto insufficienti per una buona ventilazione.

Apertura nella parte alta del tetto: poche stalle dispongono di un cupolino adeguato con fenomeni di ristagno d’aria e aumento del tasso di umidità.

Coibentazione: solo il 25% ne è priva, quindi la maggior parte è coibentata bene.

Orientamento asse principale della stalla est-ovest: solo poche stalle sono orientate così, cioè nel modo ottimale, mentre la maggior parte è orientata nord-sud.

Spazi interni della stalla

Corridoi: il 30% delle stalle presenta almeno un corridoio a fondo cieco.

Larghezza dei passaggi: è adeguato nell’80% dei casi.

Posti in mangiatoia e in zona riposo: solo la metà delle stalle è in condizioni ottimali, mentre l’altra metà presenta forti carenze. E sappiamo bene come il risposo incida in maniera forte sulla produzione giornaliera di latte.

Dimensione delle cuccette: nel 30% dei casi manca uno spazio anteriore della cuccetta oppure c’è una distanza limitata del tubo allineatore dal piano di calpestio.

Abbeveratoi: più della metà delle stalle non risponde ai valori minimi, con gravi carenze sia nella zona di stabulazione sia all’uscita della sala di mungitura.

Conclusioni

Anche se il campione oggetto dell’indagine è ristretto, da queste considerazioni emerge che i criteri di corretta progettazione per garantire produttività e benessere animale non sempre vengono rispettati e molti allevatori mostrano scarsa sensibilità a questi argomenti. In alcuni casi basterebbero pochi interventi facilmente realizzabili e a costi contenuti per sistemare in maniera adeguata la stalla.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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