Stop ai pagamenti Pac 2017? Una nuova norma impone il certificato antimafia entro il 30 novembre

Stop ai pagamenti Pac 2017? Una nuova norma impone il certificato antimafia entro il 30 novembre

Tutti gli agricoltori che ricevono più di 5.000 euro all’anno di contributi Pac entro il 30 novembre prossimo dovranno presentare la certificazione antimafia, altrimenti potrebbero rischiare di non ricevere i contributi comunitari legati alla domanda unica 2017. Lo stabilisce la legge n.161 sulle “Modifiche al Codice delle leggi antimafia”, entrata in vigore nei giorni scorsi.

La sollevazione dei Caa regionali contro tale norma è stata unanime, con una lettera ufficiale che chiede al governo di accordare una generosa proroga rispetto alla data del 30 novembre, per evitare il blocco operativo di centinaia di uffici che sarebbero invasi da una montagna di adempimenti imprevisti.

Questa ennesima complicazione burocratica nasce peraltro dall’entrata in vigore di una nuova legge che apparentemente sembrava ininfluente per il mondo agricolo. E invece all’articolo 28, intitolato “Acquisizione dell’informazione antimafia per i terreni agricoli che usufruiscono dei fondi europei”, si legge che la certificazione antimafia viene richiesta anche per i terreni agricoli che ricadono nell’ambito dei sostegni previsti dalla Pac.

Lo scorso 14 novembre un emendamento votato in tutta fretta ha fissato a 5.000 euro il limite dei contributi Pac oltre il quale è obbligatorio presentare il certificato antimafia, tuttavia le aziende interessate da queste ennesimo balzello sono oltre 200 mila.

Già conosciamo bene la lentezza di Agea nell’erogare i fondi della Pac, e questa nuova legge antimafia, secondo le informazioni in nostro possesso, avrebbe portato addirittura allo stop temporaneo del meccanismo di trasferimento dei contribuiti agli agricoltori, dal 19 novembre scorso.

C’è intanto da chiedersi cosa dovrebbero fare gli agricoltori che hanno già ricevuto l’anticipo del pagamento Pac 2017. Dovrebbero per caso restituire i soldi, che tornerebbero indietro solo dopo il ricevimento da parte di Agea del certificato antimafia?

Nell’attesa che nei prossimi giorni le istituzioni trovino la soluzione per sbloccare l’erogazione di contributi economici che sono vitali per le nostre aziende agricole, consigliamo i nostri agricoltori di predisporre comunque il certificato antimafia richiesto, prima che anche le Prefetture non si blocchino a causa di una mole di lavoro imprevisto.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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