Grano duro a contratto: un altro successo a Foggia con la coop Ecotorre e Divella

Grano duro a contratto: un altro successo a Foggia con la coop Ecotorre e Divella

«A Torremaggiore non è mai esistito un progetto di filiera, e quando lo abbiamo proposto agli agricoltori, all’inizio erano scettici perché per loro contavano solo il colore e il peso specifico, e non le proteine. Ma con l’arrivo di una nuova tecnologia che analizza per ogni partita in maniera trasparente umidità, proteine, glutine, colore e peso specifico, abbiamo cominciato a pagare il grano a 33-34 euro/ql contro i 30 euro/ql del mercato, tenendo conto proprio delle proteine». Così Massimo Tamburrano, amministratore della cooperativa Ecotorre di Torremaggiore in provincia di Foggia, in un’intervista a Terra e Vita spiega l’inizio di una nuova era per il grano duro in quel comprensorio.

Per la campagna granaria scorsa, la Ecotorre ha siglato un contratto di coltivazione con il pastificio Divella con prezzi di 27 euro/ql per proteine tra 13,5 e 14% e 28 euro/ql per proteine tra il 14 e il 14,5%. Per il 2017 Divella ha pattuito nel contratto un prezzo minimo garantito di 26 euro/ql e premialità variabili per ogni mezzo punto di proteine in più. Se il prezzo di mercato sarà più elevato di quello garantito dal contratto, Divella pagherà quello fino a un massimo di 37 euro/ql più le premialità.

Gli agricoltori che aderiscono al contratto di filiera possono coltivare le varietà Marco Aurelio, Furio Camillo, Tirex, Acadur e Antalis, e dovranno seguire un disciplinare tecnico in campo. Si prevedono tre concimazioni: uno in pre-semina con 18-46 oppure 12-52 e due in copertura, a gennaio con urea o concimi a lenta cessione e ad aprile con un lenta cessione; il diserbo a fine marzo in post-emergenza e uno o due trattamenti fitosanitari a marzo o aprile a seconda dello sviluppo delle malattie fungine.

Gli agricoltori del territorio stanno aderendo con sempre maggiore entusiasmo e la cooperativa Ecotorre metterà sotto contratto almeno 400 ettari a grano duro. Ciò dimostra, ancora una volta, che dobbiamo convincerci che la strada dei contratti di coltivazione, onesti e trasparenti, è l’unica via da percorrere se si vuole portare a casa qualche euro sicuro.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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