Roberto Bartolini3 Maggio 20214min2960

Un ingegnere per l’agroalimentare: il nuovo corso di laurea

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La crescente complessità tecnologica che caratterizza la produzione agricola e la filiera agro-industriale richiede figure professionali con una forte connotazione multidisciplinare per gestire l’innovazione tecnologica in ambito agrario e delle produzioni animali, anche e soprattutto per incrementare il livello di sostenibilità e garantire la sicurezza alimentare.

Sulla base di queste premesse è nato il corso di laurea magistrale in agricultural engineering, progettato ed erogato in lingua inglese al Politecnico di Milano nel campus di Cremona, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che si propone di formare ingegneri specialisti in grado di affrontare la complessità dei sistemi della filiera agroindustriale e l’interdipendenza degli elementi critici correlati alla sicurezza del sistema agroalimentare, quali la pianificazione e gestione dei sistemi produttivi e di filiera, le tecnologie emergenti di supporto alla produzione, l’interazione con l’ambiente e il territorio. Tali obiettivi formativi saranno perseguiti nell’arco di quattro semestri e organizzati anche in relazione alla formazione della laurea di base dello studente.

Le competenze e gli sbocchi lavorativi

Le aree di competenza che caratterizzano il laureato in agricultural engineering sono relative a:

  • Scienze agrarie
  • Tecnologie per la smart agriculture
  • Agricoltura 4.0
  • Big data analysis
  • Scienze e tecnologie ambientali e chimiche
  • Food science
  • Tecniche per la sostenibilità

Gli sbocchi professionali dell’ingegnere dell’agricoltura sono in:

  • Aziende della filiera della produzione agricola e agroalimentare;
  • Società che progettano, sviluppano e realizzano processi, impianti e tecnologie a supporto della produzione, distribuzione e commercializzazione legati alla agricoltura e alla agroindustria;
  • Studi di consulenza per l’ambiente, la sicurezza, le produzioni agricole e zootecniche;
  • Centri di ricerca e laboratori pubblici e privati;
  • Dipartimenti tecnici della pubblica amministrazione.

Cosa occorre per essere ammessi

Per essere ammessi al corso in agricultural engineering occorre essere in possesso di una laurea nelle classi:

  • L-9 (ingegneria industriale)
  • L-8 (ingegneria dell’informazione)
  • L-7 (ingegneria civile e ambientale)
  • L-25 (scienze e tecnologie agrarie e forestali)

In alternativa occorre essere in possesso di una laurea di durata almeno triennale, ossia conseguita attraverso l’acquisizione di almeno 180 CFU. Per l’ammissione, è inoltre un prerequisito essenziale l’adeguata conoscenza della lingua inglese di livello non inferiore al B2 del quadro comune europeo. I livelli di conoscenza della lingua inglese vanno certificati, in sede di richiesta di ammissione, mediante il conseguimento di livelli minimi di punteggio nei test riconosciuti dall’ateneo, che sono anch’essi disponibili presso il sito dell’ateneo e della scuola.

Per maggiori informazioni contattare la segreteria del Polo territoriale di Cremona del Politecnico di Milano all’indirizzo segreteria-cremona@polimi.it.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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