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Addio alla soia nelle aree di interesse ecologico?

Addio alla soia nelle aree di interesse ecologico?

Girava da qualche giorno la notizia che il nostro Mipaaf stava per fare lo sgambetto alle azotofissatrici destinate a quel 5% di superficie a seminativo, che nell’ambito del greening deve essere destinato alle cosiddette aree di interesse ecologico (vedi notizia precedente).

Ecco infatti uno stralcio che riguarda le azotofissatrici e la soia (che è una macroterma), tratto da una bozza di un decreto ministeriale in via di pubblicazione, che pone delle nuove regole per le aree vulnerabili sottoposte alla famigerata direttiva nitrati. Che sono molto estese e comprendono gran parte dell’ area maidicola della Pianura Padana.

Su queste e solo su queste aree, con quanto è scritto qui sotto, ben difficilmente si potrà pensare di seminare soia… anche perché non sarà consentito seminarla se non su un fazzoletto di terra.

da una bozza di decreto ministeriale:

Nelle zone vulnerabili ai nitrati di cui alla direttiva 91/676/CEE, la coltivazione delle colture azofissatrici, finalizzata alla costituzione di aree d’interesse ecologico, è consentita con colture microterme. L’utilizzo di specie di azotofissatrici macroterme, per la costituzione di aree d’interesse ecologico, è consentita se non coprono più del 10% dei seminativi aziendali situati nelle zone vulnerabili ai nitrati.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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