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Agricoltura, tre proposte al nuovo governo per far incontrare la terra e i giovani

Agricoltura, tre proposte al nuovo governo per far incontrare la terra e i giovani

Poche volte all’anno i grandi quotidiani si accorgono che l’agricoltura esiste, ed è accaduto di recente sul Corriere della Sera, che ha pubblicato un articolo-appello molto interessante rivolto ai nostri distratti governanti, firmato da Susanna Tamaro e Andrea Segrè. La prima nota scrittrice, il secondo noto professore di agraria e inventore del “Last minute market”.

Nell’editoriale si parte dalla triste evidenza che è sotto i nostri occhi: abbandono delle aree collinari, invecchiamento degli agricoltori senza ricambio generazionale, aumento dei costi di produzione, scarsa formazione, apparato burocratico-amministrativo soffocante, che obbliga a “coltivare la carta”. Inoltre un terzo dei ragazzi vive in un limbo dove si parcheggiano dopo gli studi, in attesa di un lavoro sempre più difficile da trovare.

Eppure alcune ricerche dimostrano che l’occupazione in campagna attirerebbe chi ha meno di 35 anni e non ha origini agricole. Dunque i presupposti ci sono tutti perché il nuovo governo italiano agisca, e a nostro parere dovrebbe farlo su tre direttive: formazione, reddito e semplificazione.

Gli autori dell’articolo propongono come prima cosa che vengano ripristinate le gloriose “cattedre ambulanti” di fine ‘800, dove erano gli agronomi che andavano nelle campagne per trasmettere direttamente ai contadini i nuovi saperi agrari. La teoria è importante ma la pratica è fondamentale per riuscire nell’impresa e garantire reddito, quindi occorre operare in fretta direttamente sulla terra, immettendo tutte le innovazioni di cui oggi disponiamo.

Seconda proposta: assicurare ai giovani, per un determinato periodo di tempo, un “reddito di contadinanza” che permetta loro di superare con dignità i primi anni di attività. Certamente qualcosa di differente, aggiungiamo noi, dai miseri premi per i giovani previsti dall’attuale Pac.

Terzo: semplificare la burocrazia e tutto l’attuale carico di carte che allontanano i giovani dall’intraprendere un’attività agricola, almeno quelli che non hanno terra e non l’hanno ricevuta in eredità. Facciamo una moratoria ed eliminiamo tutta la carta, facendo dialogare solo poche banche dati senza pensare che tutti vogliono fregarci: pensiamo una volta almeno che questi giovani hanno solo voglia di fare!

L’appello di Tamaro e Segrè si conclude così: «Signori Presidenti, ci aiutate a far sì che queste azioni diventino misure concrete per favorire lo sviluppo di una nuova contadinanza?».

(P.S. La parola contadinanza indica “ condizione di contadino” e nel Friuli del 1500 fu il nome di un sindacato di rappresentanza dei contadini nato sotto la protezione della Repubblica di Venezia).

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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