Roberto Bartolini20 Novembre 20235min13020

Agrivoltaico, via libera da Bruxelles: 1,7 miliardi di incentivi

Incentivi-Agrivoltaico

«Una misura necessaria e adeguata»: così la Commissione europea ha commentato il via libera al decreto sugli incentivi all’agrivoltaico italiano dell’aprile scorso (scarica il pdf del decreto agricoltaico >). Anche gli aiuti per 1,7 miliardi di euro sono stati giudicati sia proporzionati che positivi in termini di effetti sul mercato. L’obiettivo della misura è installare almeno 1,04 GW di impianti agrivoltaici entro il 30 giugno 2026.

Gli incentivi all’agrivoltaico

Il regime di sussidi per l’agrivoltaico italiano è disciplinato dal decreto del Mase, firmato dal ministro Pichetto lo scorso 14 aprile. Parzialmente finanziato tramite il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), lo schema prevede in realtà un doppio incentivo:

  • Un contributo in conto capitale nella misura massima del 40% dei costi ammissibili per l’impianto agrivoltaico realizzato. Per queste sovvenzioni il governo ha stabilito un bilancio totale di 1,1 miliardi di euro.
  • Una tariffa incentivante a valere sulla quota di energia elettrica prodotta e immessa in rete. Con un bilancio stimato di 560 milioni di euro, questi incentivi verranno pagati durante la fase operativa dei progetti, per un periodo di vent’anni sotto forma di contratti bidirezionali per differenza (CfD). Una procedura di gara competitiva secondo il principio “pay-as-bid” (pagamento in base al prezzo di offerta) determinerà il valore delle tariffe.

Due contingenti di potenza

Per l’accesso alle procedure sono previsti due distinti contingenti di potenza:

  • Un primo contingente di 300 MW destinato al solo comparto agricolo per impianti di potenza fino a 1 MW.
  • Un secondo contingente da 740 MW aperto anche alle associazioni temporanee di imprese composte da almeno un soggetto del comparto agricolo per impianti di qualsiasi potenza.

I requisiti da rispettare

Per godere delle tariffe incentivanti, gli impianti devono diventare operativi prima del 30 giugno 2026 e devono garantire una serie di requisiti pre gara:

  • avere il titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio;
  • possedere il preventivo di connessione alla rete elettrica accettato in via definitiva;
  • rispettare le caratteristiche progettuali e costruttive specificate nel decreto agrivoltaico;
  • garantire la continuità dell’attività di coltivazione agricola e pastorale sottostante l’impianto;
  • essere di nuova costruzione e realizzati con componenti nuovi;
  • risultare conformi alle norme nazionali e comunitarie in materia di tutela ambientale, così come al principio “non arrecare un danno significativo”;
  • possedere la dichiarazione di un istituto bancario che attesti la capacità finanziaria ed economica del soggetto partecipante in relazione all’entità dell’intervento.

Modalità di erogazione

Il GSE, a decorrere dalla data di entrata in esercizio commerciale, eroga gli incentivi secondo le seguenti modalità:

  • Per gli impianti di potenza non superiore a 200 kW, il GSE provvede direttamente al ritiro e alla vendita dell’energia elettrica, erogando, sulla produzione netta immessa in rete, la tariffa spettante in forma di tariffa omnicomprensiva. I soggetti titolari possono richiedere, in alternativa, l’applicazione del regime di cui al punto successivo.
  • Per gli impianti di potenza superiore a 200 kW, l’energia elettrica prodotta resta nella disponibilità del produttore, che provvede autonomamente alla valorizzazione sul mercato.

Il GSE calcola la differenza tra la tariffa spettante e il prezzo di mercato dell’energia elettrica di riferimento e:

  1. ove tale differenza sia positiva, eroga gli incentivi applicando una tariffa premio, pari alla predetta differenza, sulla produzione netta immessa in rete;
  2. nel caso in cui tale differenza risulti negativa, conguaglia o provvede a richiedere al soggetto titolare gli importi corrispondenti.

Il GSE eroga gli incentivi per un periodo pari a vent’anni, corrispondente alla vita utile convenzionale degli impianti, considerato al netto di eventuali fermate derivanti da cause di forza maggiore ovvero da fermate effettuate per la realizzazione di interventi di ammodernamento e potenziamento non incentivati. Per quanto riguarda le caratteristiche che debbono avere gli impianti e lo svolgimento dell’attività agricola al di sotto dei pannelli alti da terra, si rimanda alla lettura integrale del decreto.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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