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Analisi fertilità terreno: quali effettuare e perché

Analisi fertilità terreno: quali effettuare e perché

Un piano di fertilizzazione sostenibile, cioè che apporti una quantità di nutrienti calibrata in funzione delle asportazioni delle colture, non può prescindere dall’analisi fisica e chimica del terreno che deve effettuarsi ogni anno, soprattutto se l’azienda agricola non dispone di dati storici. Dopo avere acquisito i dati analitici per un certo periodo, o se già si dispone di uno storico di informazioni analitiche, le analisi di routine possono anche essere eseguite solo ogni 2-3 anni.

Conoscere i propri terreni è indispensabile per raggiungere i più alti obiettivi di resa, qualità e redditività. Per questo, si elencano di seguito quali analisi fertilità terreno occorre richiedere ai laboratori specializzati, e i motivi di ogni singolo parametro.

Tessitura

È importante conoscere se un terreno è sabbioso, argilloso, limoso, eccetera, per poi determinare la scelta della coltura e le pratiche colturali.

pH

Al variare dell’acidità del terreno variano la disponibilità di nutrienti del suolo, e le colture possono essere acidofile (prediligono terreni acidi), alcalofile (prediligono terreni alcalini) o neutrofile (prediligono terreni neutri).

Calcare totale

I materiali calcarei, se sono in eccesso, inibiscono l’assorbimento di ferro e fosforo e innalzano il pH del suolo.

Calcare attivo

È la frazione di carbonati presenti nella soluzione circolante, cioè le particelle calcaree più fini e reattive. Un eccesso di calcare attivo porta alla clorosi ferrica.

Sostanza organica

Ha funzioni nutritive e stabilizza gli aggregati del terreno, quindi migliora la struttura e la fertilità del suolo.

Azoto totale

Non esprime le forme disponibili per le piante, per cui è preferibile aggiungere anche l’analisi dell’azoto minerale che esprime invece i nitrati, i nitriti e l’ammonio.

Il rapporto C/N

Il valore ottimale è uguale a 10. Se è inferiore a 10, nel terreno vi è una veloce mineralizzazione della sostanza organica con impoverimento e liberazione di azoto. Se è superiore a 10, vi è impoverimento di azoto e di sostanza organica

Fosforo assimilabile

Entra a far parte di tutti i processi biochimici di una pianta e il suo assorbimento dipende dal pH. Con pH elevati, il fosforo forma fosfato bicalcico e tricalcico non assimilabile dalle piante.

Potassio assimilabile

Il potassio è nel terreno nella forma minerale legato alle argille. I terreni poveri di sostanza organica, cioè sabbiosi, sono spesso poco dotati di potassio.

Macroelementi assimilabili

  • Il magnesio (Mg) attiva la clorofilla e i processi enzimatici.
  • Il calcio (Ca) concorre alla buona struttura del terreno, ma quantità elevate alzano il valore del pH e rendono fosforo e ferro poco assimilabili dalle piante.
  • Il sodio (Na) è importante in piccole quantità; dosi elevate ostacolano lo sviluppo delle piante.
  • Il ferro (Fe) interviene nella fotosintesi, nella respirazione e sintesi proteica delle piante.
  • Lo zinco (Zn) svolge un ruolo centrale nella germinazione e nella formazione di amido.
  • Il rame (Cu) ha una funzione chiave nella sintesi delle proteine e di alcuni pigmenti. Un eccesso di fosforo ne determina una carenza.
  • Il manganese (Mn) interviene della fotosintesi e nella produzione delle proteine. Una carenza di Mn può derivare da pH elevato e acido.
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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