Campagna rottamazione Kverneland

Azoto stabilizzato e azoto a rilascio controllato: qual è la differenza e come si usano

Azoto stabilizzato e azoto a rilascio controllato: qual è la differenza e come si usano

I cambiamenti climatici e l’impiego di nuove forme di preparazione del letto di semina, con il sodo o la minima lavorazione, determinano modifiche operative anche nell’uso dei fertilizzanti in agricoltura. Il concime più utilizzato per le colture estensive è l’urea, contenente il 46% di azoto, che tuttavia attraverso l’opera di un enzima chiamato ureasi si trasforma in ammoniaca che si libera in atmosfera. Tuttavia esistono delle differenze tra i vari tipi di azoto, che si rivelano fondamentali a seconda della tecnica agricola che si adotta nel proprio campo.

Azoto stabilizzato

L’azoto stabilizzato è una tipologia di concime al quale è stato aggiunto un composto che impedisce temporaneamente questa trasformazione, permettendo così al fertilizzante di essere a completa disposizione delle piante. I fertilizzanti azotati con azoto stabilizzato sono particolarmente indicati per distribuzioni sulla superficie del terreno, quindi se si opera la semina su sodo e per concimazioni in copertura.

Azoto a rilascio controllato

L’azoto a rilascio controllato è presente nei fertilizzanti ricoperti, con prodotti polimerici e zolfo che ricoprono completamente il granulo di urea in modo che l’azoto venga messo a disposizione delle radici in un determinato lasso temporale che dipende dalla tipologia di copertura. Questi fertilizzanti sono da consigliare in ambienti molto piovosi proprio per evitare perdite di azoto per lisciviazione in falda.

Azoto a lenta cessione

Infine c’è il cosiddetto azoto a lenta cessione: in questo caso si tratta di forme azotate che devono subire processi di decomposizione da parte dei microrganismi del terreno come metil-urea, urea formaldeide, eccetera. Si tratta di concimi da impiegare soprattutto in terreni molto sciolti o sabbiosi.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Tag assegnati a questo articolo:
azoto

Articoli correlati

Concimazione: non dimentichiamoci del fosforo, elemento essenziale per la produttività delle colture

In tempi difficili, con i prezzi dei cereali e anche di altre colture estensive in calo, l’agricoltore tende per natura

Spandiconcime di precisione: la tecnologia aiuta l’agricoltura

Così l’agronomo Roberto Bartolini introduceva il suo articolo “Spandiconcime, meglio puntare sui modelli a due dischi” pubblicato su Il Nuovo

Controllo funzionale irroratrici: il tempo è scaduto. Scattano le sanzioni per chi non è in regola

Il 26 novembre 2016 è passato da tre giorni ed era la data ultima, senza possibilità di proroga, per mettersi

Nessun commento

Scrivi un commento
Nessun commento Puoi essere il primo a commentare questo articolo!

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.
I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori.*