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Azoto su frumento duro: quando concimare e con quali prodotti

Azoto su frumento duro: quando concimare e con quali prodotti

L’azoto apportato al frumento, in dosi e in epoche differenti, può modificare in maniera molto significativa sia la resa sia il contenuto proteico della granella. Gli agricoltori lo sanno, ma è sempre bene ritornare sull’argomento per evitare che, in vista della nuova campagna 2019, ci sia qualcuno tentato a risparmiare sulle concimazioni azotate al frumento.

Le prove agronomiche su questo argomento sono tantissime, e tra queste riportiamo i risultati di quelle svolte su 24 varietà di frumento duro da Horta nel 2018 a Ravenna e riportate dall’Informatore Agrario, dove si è visto come variano produzione e proteine all’aumentare delle dosi di azoto.

Dosi crescenti di azoto su frumento duro: resa e proteine

  • Con 60 kg/ha di azoto, il frumento duro produce 55 ql/ha con 12% di proteine.
  • Con 120 kg/ha di azoto, il frumento duro produce 60 ql/ha con 13,5% di proteine.
  • Con 180 kg/ha di azoto, il frumento duro produce 66 ql/ha con 15,3% di proteine.
  • Con 240 kg/ha di azoto, la resa del frumento duro rimane a 66 ql/ha mentre il contenuto proteico sale al 16%.

Frazionare gli apporti in tre epoche

Ma qual’è l’epoca ideale di distribuzione? I migliori risultati si ottengono frazionando l’apporto totale di azoto, che si è stabilito in tre epoche: accestimento, inizio levata, botticella. Quale di questi è il momento più importante?

Le prove di Horta ci dicono che l’efficienza della frazione di azoto distribuita a inizio levata è superiore di circa l’8% a quella dell’azoto applicato in accestimento, che va comunque mantenuto, come anche l’ultima frazione in botticella che permette di completare al meglio il riempimento delle cariossidi e aumentare la qualità.

Puntare sui concimi con azoto stabilizzato

Come regolarsi sulla scelta del tipo di azoto da distribuire? Quattordici anni di sperimentazioni in campo svolte dal Crea di Foggia ci dicono che i concimi di ultima generazione, con il cosiddetto “azoto stabilizzato” per la presenza nel granulo di concime di un composto che inibisce l’idrolisi dell’urea nel suolo o la nitrificazione a carico dell’ammonio, sono da preferire rispetto ai normali azotati, in quanto aumentano rese e contenuto proteico. Infatti questi prodotti, limitando la dispersione dell’azoto, lo forniscono alla coltura nei tempi e nelle dosi giuste per rispondere alle richieste del frumento e permettono in certi casi anche di limitare le distribuzioni a due soli interventi anziché tre.

Le prove del 2018 ci dicono che con la concimazione azotata tradizionale il frumento duro ha prodotto in media 28 ql/ha con un tenore proteico del 15%, mentre con azoto stabilizzato le rese sono aumentate sino a 33 ql/ha con tenore proteico del 16 e 17%.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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2 commenti

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  1. Tano
    Tano 20 Gennaio, 2019, 06:09

    Quando si parla di kg/ha di azoto vi riferite ai kg di concime o alle unità presenti? In pratica 100 kg di azoto corrispondono a 100 kg di concime al 34% o ne occorrono 300 kg? (34*3)

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