Circolazione stradale trattori: come comportarsi con le attrezzature portate e semiportate

Circolazione stradale trattori: come comportarsi con le attrezzature portate e semiportate

Il servizio tecnico del CAI (Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani) ricorda alcune informazioni utili riguardo la circolazione stradale delle attrezzature portate e semi-portate.

  • Sono “portate” le attrezzature agganciati agli “appositi attacchi” e non solo ai sollevatori, che scaricano tutto il loro peso sul veicolo.
  • Sono “semiportate” le attrezzature che scaricano parte del loro peso sul trattore e parte su una o più ruote. Non sono considerate veicoli, anche se hanno proprie ruote di appoggio ma sono parte integrante del trattore a cui sono collegate.

Ma qual è la distinzione tra una attrezzatura semi-portata e una macchina agricola operatrice trainata che, in quanto veicolo, può essere soggetta a omologazione? La distinzione riguarda il dispositivo di collegamento al trattore: se c’è un unico punto (occhione di traino) siamo in presenza di una trainata; se invece l’attrezzatura è collegata ad almeno due punti come i bracci inferiori del sollevatore, è semi-portata.
La trattrice allestita con attrezzature portate e semi-portate costituisce un complesso unico, con particolare riguardo agli ingombri a sbalzo, posteriore, anteriore e laterale.

Come calcolare bene gli sbalzi

Per sbalzo si intende la distanza tra l’estremità dell’attrezzatura e l’asse più vicino (anteriore e posteriore), ovvero tra la massima sporgenza dell’attrezzatura rispetto alla mezzeria del trattore, se questa è portata lateralmente. Lo sbalzo contiene quindi anche una parte del trattore: davanti per la parte compresa tra l’asse anteriore e il sollevatore; dietro per la parte compresa tra l’asse posteriore e le rotule del sollevatore posteriore; di lato per metà della larghezza del trattore.

A queste misure va aggiunta la lunghezza dell’attrezzatura, ottenendo così il valore dello sbalzo, che non deve superare i seguenti limiti massimi con riferimento alla lunghezza del trattore:

  • 60% per lo sbalzo anteriore;
  • 90% per lo sbalzo posteriore;
  • metri 1,60 fisso rispetto alla mezzeria per lo sbalzo laterale.

Il superamento dei limiti sopra indicati fa si che il complesso venga considerato “macchina agricola eccezionale” anche se non vengono superati i limiti massimi di lunghezza o larghezza.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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