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Come si diserba la medica al primo impianto

Come si diserba la medica al primo impianto

La nuova Pac, che incentiva la diversificazione colturale, oltre alla soia porterà verosimilmente a una più estesa superficie di erba medica, una coltura fondamentale per i suoi benefici agronomici e perché rifornisce di sostanze nobili il piatto alimentare delle vacche da latte.

Primo azzeramento con il glifosate

Il controllo delle infestanti è fondamentale per prolungare la vitalità dell’impianto e inizia eliminandole già all’epoca dell’impianto, per favorire l’insediamento della medica e garantire anche la buona qualità dei primi sfalci.
Nelle semine di fine-inverno e inizio primavera, afferma Denis Bartolini di Terremerse, prevalgono le infestanti poligonacee (fallopia, p. aviculare, persicaria), le crucifere (Sinapis e Rapistrum), l’amaranto, il chenopodio, il solanum e anche l’amni majus.

In questa epoca un primo azzeramento delle infestazioni si ottiene con trattamenti totali effettuati una decina di giorni prima della semina con formulati a base di glifosate.

Interventi in post emergenza precoce

La lotta generalizzata ai più svariati inerbimenti si attua con un unico trattamento di post-emergenza precoce a base di Imazamox. In presenza di chenopodium, all’Imazamox si aggiunge Piridate, principio attivo dotato di perfetta selettività ed elevata efficacia anche su amarantacee e solanacee.

Contro la cuscuta

Per combattere l’invadenza della cuscuta è bene utilizzare il Propizamide, che esplica buona efficacia in condizioni di umidità del terreno persistente, con trattamenti invernali a dosi piene. Le etichette dei prodotti autorizzati su medica prevedono un solo trattamento per ciclo.

E per il rumex?

Le infestazioni di rumex, dopo l’uscita dal commercio di asulam, stanno preoccupando gli agricoltori che possono contare solo sull’efficacia del 2,4 DB, limitatamente alle piante nate da seme. Quando il rumex ha differenziato il fittone si può cercare, ma con tanta difficoltà, di intervenire con attrezzature selettive e azioni localizzate, usando formulati a base di glifosate autorizzati allo scopo.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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