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Controllo funzionale irroratrici: il tempo è scaduto. Scattano le sanzioni per chi non è in regola

Controllo funzionale irroratrici: il tempo è scaduto. Scattano le sanzioni per chi non è in regola

Il 26 novembre 2016 è passato da tre giorni ed era la data ultima, senza possibilità di proroga, per mettersi in regola con il controllo funzionale delle irroratrici, come previsto da una direttiva europea vecchia di sette anni. I centri italiani autorizzati al controllo sono 255 e l’elenco è riportato, diviso per regioni, sul sito dell’Enama (www.enama.it) nella sezione dedicata ai controlli.

Ad oggi risulta che sono ancora moltissime le attrezzature che non sono state sottoposte al controllo e questo comporterà l’applicazione di una sanzione che va da 500 a 2000 euro, che non è automatica purché l’irroratrice sia sottoposta alla verifica prima di essere rimessa in funzione dopo l’inverno. Quindi non c’è tempo da perdere!

Il controllo funzionale è un’operazione molto importante e delicata, che ha un grande significato per migliorare la qualità della distribuzione dei prodotti fitosanitari, e quindi va effettuato senza fretta, effettuando tutti i controlli previsti, visuali e strumentali. È opportuno che i proprietari delle attrezzature accedano ai centri autorizzati al controllo preparando adeguatamente la macchina, che deve essere pulita dentro e fuori, preventivamente controllata nell’integrità strutturale generale (assenza di perdite visibili da parti idrauliche e tubazioni), con il regolatore funzionante e le protezioni su albero cardanico e ventilatore montate e intere, così da agevolare e velocizzare il lavoro del centro prove.

Questo controllo non è inutile come molti pensano, ma è molto importante perché ricordiamo che la maggior parte delle irroratrici italiane (170 mila solo per le colture erbacee) hanno più di 15 anni e nella maggior parte dei casi presentano notevoli difetti funzionali.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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