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Corteva, il nuovo marchio agricolo nato dalla fusione di tre giganti

Corteva, il nuovo marchio agricolo nato dalla fusione di tre giganti

Tante innovazioni in arrivo per un progresso sostenibile in agricoltura. Lo promette Corteva, nuovo marchio nato dalla fusione di tre colossi del settore. Ma prima di rivelarli, partiamo dal significato del nome Corteva: è la combinazione di due termini, “Cor” che ci rimanda al cuore del pianeta e “Teva” che anticamente significava natura. Quindi, se il cuore del nostro pianeta è la terra che ci dà da vivere, l’obiettivo di Corteva è migliorare la sua produttività rispettando la natura, per assicurare il progresso anche alle generazioni future. Questa è la strategia del nuovo polo dell’agrochimica e delle sementi, globale, integrato, innovatore e tecnologico, con un focus specifico sui sistemi digitali a seguito dell’acquisizione della società Granular specializzata in software per l’agricoltura, nato dalla fusione di tre colossi come Dow, DuPont e Pioneer.

Paolo Barbieri, business director Southern Europe di Corteva, con alle spalle la sintesi dei valori strategici della nuova società.

Nel mondo Corteva conta 22 mila dipendenti in 130 paesi, con un fatturato di 14 miliardi di dollari. In Italia ha cinque siti produttivi con 650 persone al lavoro in vari campi, nonché un pacchetto prodotti con 140 referenze nel settore “Protezione” e 430 nel segmento “Sementi” rappresentato da Pioneer.

Una leadership che si rafforza

La buona notizia per i nostri maiscoltori è che il marchio Pioneer rimarrà sul mercato forte della sua storica leadership nel settore mais, grazie alla sua genetica esclusiva e all’assistenza capillare diretta all’agricoltore, che può contare su 120 tecnici commerciali che presidiano il nostro territorio fornendo ogni anno consigli agronomici indispensabili per il successo delle colture.

Due ibridi con seme certificato biologico

Con genetica e produzione di seme sviluppate in Italia, nel 2019 Pioneer lancerà due ibridi con seme certificato prodotto in regime biologico, preparandosi per tempo quando le attuali deroghe, già in bilico, verranno messe definitivamente da parte.

Nuovi ibridi ad alta produttività per la classe 500

Continua l’impegno per il lancio di ibridi di classe medio precoce (FAO 500) dotati di produttività pari a quella degli ibridi di classe superiore, per sfuggire agli attacchi fungini grazie a raccolte più precoci, così come sui mais destinati a usi alimentari ad alto valore anche per il coltivatore, come baby food, gluten free, alta digeribilità e alto amilosio.

Il silomais ad alta digeribilità

Nel 2019 verranno lanciati nuovi ibridi di mais BMR (realizzati attraverso una mutazione genetica naturale), destinati alla produzione di trinciato con un’altissima digeribilità, grazie a un bassissimo contenuto di lignina nella fibra. Offrono il vantaggio di una maggiore inclusione nella razione semplificando il razionamento.

Additivi per stabilizzare la massa in sette giorni

Altra novità importante per il 2019 è il lancio di una nuova generazione di additivi microbiologici per l’insilamento, chiamati New Rapid React, con tre nuovi prodotti dedicati al trattamento di silomais, siloerbe e pastoni. Consentono di raggiungere in soli sette giorni un grado di acidificazione ottimale per garantire stabilità aerobica all’insilato, dando la possibilità di utilizzare in tempi rapidi il prodotto, anche del nuovo raccolto, con riduzione del 23% delle perdite di sostanza secca legate alla ri-esposizione precoce dell’insilato all’ossigeno.

Lo stabilizzatore dell’azoto dei reflui e digestati

Sul versante dei reflui e dei digestati verrà lanciato N-LOCK, un nuovo prodotto che stabilizza l’azoto per reflui zootecnici, biodigestati e borlande. La sua azione batteriostatica inibisce la conversione dell’azoto da ione ammonio (NH4+) a nitrato (NO3-), e quindi l’assorbimento dell’ammonio da parte dei colloidi del terreno ne riduce le perdite per gassificazione e lisciviazione. Aumenta quindi la quantità di azoto trattenuta dal terreno e la sua disponibilità per la coltura.

Nuove registrazioni per la difesa delle colture

Tante le novità in arrivo da Corteva anche sul fronte della protezione delle colture. Per rimanere in campo di colture erbacee citiamo Inatreq, Rinskor e Arylex.

Inatreq, la sostanza attiva fungicida per frumento e orzo

Inatreq è un nuovo strumento per la gestione della resistenza: infatti il sito di legame è diverso da tutti gli attuali meccanismi d’azione impiegati nella difesa dei nei cereali autunno-vernini. Possiede un’ottima efficacia preventiva con protezione residua elevata contro Z. tritici e con buona attività su S. nodorum, P. striiformis e P. triticina su frumento, e nessuna resistenza incrociata con altre classi di fungicidi impiegati nella difesa dei cereali. È compatibile con altri fungicidi per impieghi in abbinamento e in formulazioni pronte.

Rinskor, la novità per gestire le resistenze nella risaia

Altra importante novità è Rinskor, in attesa di registrazione per il controllo di infestanti graminacee, ciperacee e a foglia larga (mono e dicotiledoni), inclusi i biotipi che hanno dimostrato resistenza target-site ad altri erbicidi. Rinskor ha un meccanismo di azione alternativo, dato che appartiene a una classe unica di auxina sintetica, gli arilpicolinati (HRAC gruppo O). Quando viene usato in un programma di controllo delle infestanti, Rinskor è un nuovo strumento per la gestione della resistenza nel complesso sistema colturale della risaia. Va utilizzato a basse dosi e potrebbe costituire anche una sorta di alternativa al glifosate.

Arylex, l’erbicida con i prodotti Zypar e Pixxaro

Arylex è un nuovo erbicida per il controllo selettivo delle dicotiledoni infestanti dei cereali, caratterizzato da una bassissima dose di impiego (riduce sensibilmente il carico chimico a parità di efficacia), caratteristiche eco-tossicologiche favorevoli, eccellente miscibilità con altre sostanze attive, non influenzata dalle temperature, rapidissima degradazione. Alla dose di 5 grammi /ha sostituisce egregiamente tutte le auxine sintetiche. Sarà disponibile sul mercato a partire dal 2019.

Non dimentichiamoci dell’insetticida naturale ammesso nel biologico

Nella gamma di Corteva va infine citato Spinosad, un prodotto affermato ma che vale la pena ricordare. Si tratta di una miscela di due tossine prodotte da una fermentazione operata da Saccharopolyspora spinosa, quindi sostanza di origine naturale perciò ammessa in agricoltura biologica. Penetra nei tessuti vegetali mostrando una certa mobilità e agisce principalmente per ingestione e secondariamente per contatto. Questo meccanismo lo rende selettivo sui principali insetti utili rendendolo compatibile con i protocolli IPM.

Spinetoram è una successiva modificazione chimica che ne potenzia l’efficacia e la stabilità ai raggi ultravioletti. Entrambi rappresentano l’attuale standard di riferimento per il controllo degli insetti ad apparato boccale masticatore ed altri.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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