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Doppio valore alla terra con la rotazione colza-soia: Cereal Docks propone un contratto a 370 euro/tonnellata

Doppio valore alla terra con la rotazione colza-soia: Cereal Docks propone un contratto a 370 euro/tonnellata

È una proposta per gli agricoltori che vale dall’1 al 30 settembre 2017, quella lanciata da Cereal Docks in questi giorni. Ai produttori che effettueranno la semina della soia di secondo raccolto dopo la colza, Cereal Docks dà l’opportunità di fissare il prezzo a 370 euro/tonnellata per il seme di colza e 370 euro/tonnellata per il seme di soia.

La proposta è valida fino a un massimo di 15 quintali per ogni ettaro coltivato sia di colza che di soia. I prezzi si intendono al lordo dei costi di centro di raccolta e di trasporto. Oltre il termine del 30 settembre, le quotazioni riprenderanno le tradizionali dinamiche commerciali.

Costi e ricavi dal colza: i conti del 2017

Quello di Cereal Docks è un incentivo per diversificare le produzioni, avere una garanzia di collocamento attraverso un contratto di coltivazione e una soluzione per valorizzare il prodotto italiano.

Il colza merita in ogni caso più attenzione da parte dei nostri agricoltori, perché è una coltura semplice anche se va fatta con attenzione. Al nord va seminata entro metà settembre e raccolta nella prima decade di giugno.

Ma quanto costa fare colza? Mezzi tecnici e operazioni colturali raggiungono, secondo Cereal Docks, 772 euro/ha. La produzione lorda vendibile (dati 2017) è di 3,5 tonnellate x 360 euro (al lordo dei costi raccolta e trasporto) = 1260 euro. Dunque, il reddito colturale netto ammonta a 1260 – 772 = 488 euro/ha.

Chi fosse interessato a saperne di più, può contattare direttamente Cereal Docks a questi riferimenti: mail info@cerealdocks.it – tel. 0444-419411.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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