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Frumento foraggero, la giusta epoca di raccolta per valorizzare il prodotto

Frumento foraggero, la giusta epoca di raccolta per valorizzare il prodotto

Anche quest’anno in pianura padana, e non solo, le superfici destinate a frumento foraggero sono aumentate e una delle varietà che va per la maggiore è il Ludwig. A proposito di questo vero leader del comparto, agricoltori e contoterzisti in questi giorni animano il dibattito su quale sia la più corretta epoca di raccolta. Così abbiamo pensato di chiederlo all’agronomo Alberto Braghin di La Cerealtecnica, che da anni sta diffondendo l’utilizzo del Ludwig nelle nostre aziende zootecniche.

Valutare bene la destinazione del Ludwig: tre casi pratici

«La migliore qualità del foraggio – osserva Braghin – si raggiunge quando la percentuale di sostanza secca oscilla nell’intervallo tra il 27 e il 32%. La percentuale minima del 27% vale nel caso la destinazione del Ludwig sia fieno o insilato (con pre-appassimento è preferibile) e coincide come epoca di raccolta con la fase di botticella-fioritura. Se invece si opta per insilato con taglio diretto per l’alimentazione animale, allora non andrebbero superati i valori del 30-32% di s.s., che coincide come epoca ideale di raccolta con la fase di fine maturazione lattea».

Grano di Ludwig nella fase di maturazione lattea.

«Se l’utilizzo finale del Ludwig è invece il biogas – prosegue Braghin – allora si può andare all’inizio della maturazione cerosa, ricordando che si guadagna in amido e sostanza secca ad ettaro, ma si perde in digeribilità».

Precisa ancora l’agronomo: «Queste indicazioni possono rappresentare delle situazioni ideali, ma va sempre considerato che in tutti i casi l’ampio periodo di raccolta del Ludwig permette di organizzare i cantieri di raccolta per ottenere sempre un’ottima qualità del foraggi. La raccolta avviene solitamente a cavallo tra maggio e giugno, un periodo con ridotte probabilità di precipitazioni (metà maggio al sud e fine maggio-inizio giugno al nord Italia), permettendo di eseguire una seconda semina estiva di altre colture quali sorgo, mais, soia, eccetera».

Come cambia il valore nutritivo

I dati ottenuti dalle analisi di laboratorio nell’ambito di prove di campo effettuate da Comab e Comazoo di Montichiari (Brescia) hanno dimostrato che il valore nutritivo del Ludwig cambia sensibilmente nel passaggio dalla fase di botticella a quello di fioritura fino alla maturazione lattea e alla maturazione cerosa. Nel corso dei passaggi assistiamo infatti a un calo sensibile del contenuto di proteina grezza (dal 10% della prima fase sino al 6% dell’ultima). L’accumulo di amido risulta molto basso o addirittura nullo nelle prime fasi di maturazione, mentre successivamente si determina un aumento sensibile riscontrabile in modo marcato nella fase cerosa (15% circa).

Digeribilità e resa in sostanza secca

Nella fase cerosa però si ha una forte caduta della digeribilità della fibra rispetto alle fasi fenologiche precedenti, legata a un incremento della lignina (ADL) nella parte fibrosa della pianta. La digeribilità dei foraggi di cereali autunno-vernini (intesa come digeribilità della sostanza secca, della sostanza organica e dell’Ndf) è infatti maggiore negli insilati raccolti precocemente.

Ovviamente le rese di sostanza secca per ettaro aumentano in modo sensibile spostandoci verso una raccolta tardiva. Dalle misurazioni condotte sui campi prova si è rilevato in media fino a un 30% in più di produzione di sostanza secca per ettaro. Se moltiplichiamo il valore di Ufl per la sostanza secca prodotta, è possibile ottenere la produzione di Ufl per ettaro, che risulta essere in media del 20% in più rispetto al totale delle Ufl ricavate dai cereali raccolti più precocemente.

Una considerazione che risulta però doveroso fare è che la raccolta precoce permette di liberare anticipatamente i campi per la semina del mais. Questo si traduce in una maggiore resa al momento della raccolta dello stesso con un conseguente recupero delle Ufl perse in precedenza.

Lunghezza ideale di trinciatura

Molto importante è anche la presentazione fisica della fibra. Foraggi e unifeed troppo sminuzzati influiscono negativamente sul grasso del latte; la fibra lunga infatti aumenta i tempi di ruminazione e favorisce la secrezione di saliva, neutralizzando l’eccessiva acidità del rumine con produzione d’acetato a favore del propionato. Foraggi e insilati di misura inferiore a mezzo centimetro andrebbero evitati.

I cereali autunno-vernini, trinciati a una lunghezza non superiore a 1-2 cm, semplificano, nella preparazione della razione unifeed, quella che è la gestione del taglio degli alimenti in quanto dovrebbero essere semplicemente caricati e miscelati al resto degli ingredienti. In tal modo donano sofficità alla razione e omogeneità alla miscelata con un “effetto fibra” in grado di stimolare la ruminazione. E non va dimenticata la forte appetibilità di questi prodotti legata al loro contenuto in acetato e lattato.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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