Roberto Bartolini8 Gennaio 20247min493679

Gli agricoltori di mezza Europa protestano, mentre in Italia festeggiano la Befana

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Oggi, 8 gennaio 2024, la Germania sarà paralizzata e dovrà fronteggiare una nuova marcia dei trattori, che peraltro si salda allo sciopero dei macchinisti delle ferrovie. Lo annuncia il quotidiano Verità & Affari, che sottolinea come la protesta degli agricoltori tedeschi sia il seguito di quella inscenata il 18 dicembre 2023, quando migliaia di mezzi agricoli hanno assediato il paese e un presidio di almeno 300 trattori ha bloccato la porta di Brandeburgo. Pare che i benpensanti berlinesi siano stati colti di sorpresa, perché si sono dovuti accorgere che esistono ancora i coltivatori. I quali, però, non ne possono più.

La mobilitazione degli agricoltori in Germania

La mobilitazione dei trattori tedeschi è largamente indirizzata a contrastare il Farm to Fork, il programma dell’Unione europea che prevede l’abbandono del 10% dei terreni agricoli, la conversione a biologico di un quarto della superficie coltivabile, l’abbattimento dei concimi e dei fitofarmaci oltre alla rotazione forzata dei cereali. Si tratta di misure che rischiano di mettere del tutto in pericolo l’agricoltura europea.

Il letame scaricato dagli agricoltori francesi

Non sono da meno gli agricoltori francesi: un mese fa sui Campi Elisi e davanti all’Eliseo sono stati scaricati diversi quintali di sterco di vacca, diventato il simbolo della rabbia degli agricoltori francesi. Il letame, insieme a paglia, pneumatici usati e altri tipi di materiali e rifiuti, è stato riversato per bloccare gli ingressi di fast food, uffici delle imposte e della sicurezza sociale, ma anche alcune importanti arterie stradali.

La protesta principale degli agricoltori francesi è contro la troppa burocrazia e la lentezza con cui vengono esborsati i fondi comunitari agli agricoltori. Sono soprattutto i giovani a uscire dalle campagne per esprimere il loro malcontento generale contro un’amministrazione accusata di non rispettare il loro lavoro. Nel video qui sotto, è possibile farsi un’idea dell’entità della mobilitazione.

Gli agricoltori francesi hanno espresso la loro frustrazione anche per la fine dell’esenzione fiscale sull’acquisto del gasolio e chiedono una riduzione degli oneri, come quelli legati ai canoni idrici, e un’interruzione delle numerose norme burocratiche a cui sono soggetti. I nostri cugini d’oltralpe sottolineano poi tutta una serie di problemi come l’aumento dei costi di produzione, superiore a quelle dei paesi vicini, e alcune differenze normative tra la Francia e il resto d’Europa sui prodotti importati, che non rispetterebbero gli standard imposti agli agricoltori francesi, riuscendo quindi a essere più economici.

In Olanda e Belgio la protesta è iniziata a marzo

In Olanda e Belgio le proteste degli agricoltori risalgono addirittura al marzo 2023. In entrambi i casi si è registrata la partecipazione di migliaia e migliaia di dimostranti. In particolare in Olanda si stima che l’11 marzo 2023, diecimila persone abbiano sfilato per il centro de L’Aia, la città dove ha sede il governo olandese, per opporsi a una misura che, qualora venisse approvata dal governo, prevederebbe l’acuirsi degli oneri finanziari per tutti gli agricoltori e allevatori che fanno ricorso a fertilizzanti e reflussi zootecnici contenenti azoto, quest’ultimo ritenuto tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra.

Il movimento dei contadini dei Paesi Bassi è sempre più forte nel contrastare le politiche “green” del governo, tanto che Il Boer Burger Beweging (letteralmente “Movimento civico dei contadini”), un partito populista emergente nel panorama politico olandese, ha ottenuto il 19% dei voti alle elezioni provinciali del marzo scorso, facendo crescere il numero dei propri seggi in Senato.

Per legge gli allevamenti olandesi dovranno ridurre di un terzo i 100 milioni di capi fra bovini, suini e avicoli allevati: secondo le stime del movimento dei contadini, ciò comporterebbe la chiusura di 11.200 allevamenti, se queste attività non saranno riconvertite. Nei mesi scorsi il governo aveva avanzato anche la proposta di rilevarli, ma per ora, in pochi hanno aderito.

In Italia, invece, i trattori servono per festeggiare

E in Italia? Tutto al momento tace, anzi è circolata nel web la notizia di un’impresa spettacolare realizzata in Piemonte con la partecipazione di 160 trattori, che hanno disegnato in campo la calza della Befana.

La calza della Befana realizzata da 160 trattori a Trinità (Cuneo)

«Siamo contentissimi di come è andato l’evento», spiega Luca Mana, uno degli organizzatori dell’iniziativa. «L’idea è nata dopo avere visto e partecipato al “Christmas Tractor” di Beinette (nel video qui sotto, NdR). Così ci siamo detti: perché no? In pochissimi giorni abbiamo pensato a un disegno e fatto i calcoli per poterlo realizzare e avere un numero sufficiente di trattori. Il risultato è stato soddisfacente, anche perché, oltre a richiamare trattoristi da altri paesi come Cherasco, La Morra e Beinette, anche il pubblico è stato numeroso. Alcuni sono arrivati addirittura da Ceva!».

Ognuno la può pensare come crede. Per quanto ci riguarda, riportiamo un commento a caldo di un nostro affezionato lettore, l’imprenditore agricolo Gianfranco Tomasoni: «Si vede che in Italia i contadini stanno troppo bene, se invece di protestare come fanno tutti i colleghi europei, usano il gasolio agricolo e i loro fiammanti trattori per festeggiare, con una mobilitazione generale, il Natale e la Befana».

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


9 commenti

  • Valter Remondini

    8 Gennaio 2024 at 10:45 am

    Sono assolutamente contrario alla carne prodotta in laboratorio! e a Tutto ciò che è artificiale nel cibo, come conservanti ecc. È dannoso alla salute! Stiamo orientati al biologico per avere cibi più naturali possibile!

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  • Sergio

    8 Gennaio 2024 at 11:30 am

    In Italia, come al solito, anche gli agricoltori non hanno capito niente di quello che sarà il loro futuro

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  • Francesco Cassi

    8 Gennaio 2024 at 12:28 pm

    Sono un agricoltore e sono veramente stupito dal silenzio degli agricoltori italiani, perché in effetti siamo stritolati anche noi dalla burocrazia, da costi elevati e prezzi in picchiata, nonché da una PAC che chiede sempre di più e da sempre di meno. Mi lamento spesso con il mio sindacato di questa situazione ma con risultati assai scarsi in termini di protesta.
    Desidero fare un esempio di norme introdotte a parole in favore dell’ agricoltore in realtà a favore di qualcun altro: l’ aiuto accoppiato, con esso l’ agricoltore riceve un premio ma è obbligato ad usare semente certificata che costa il quadruplo se non più del premio ricevuto!!!!!!!!!! E’ palese che il premio è per la ditta sementiera!!!!
    Penso si dovesse protestare vivamente contro questa norma ma nessuna lo ha fatto ed io rinuncerò al premio perché non mi conviene!!!

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  • Zecchini Mirco

    10 Gennaio 2024 at 4:26 pm

    ho ascoltato oggi su radio RUMBLE gli interventi di quelli che sono i capi della protesta italiana, poche idee e ben confuse, mi fido molto poco degli agricoltori nazionali, sono molto inaffidabili e hanno un cordone ombelicale non completamente staccato dal sindacato. Poi in questo pase la politica è onnipresente e sicuramente questi gruppi verranno circuiti e finirà tutto a pane e formaggio, mancano le idee chiare e una grande forza di volontà, qui in Friuli anni fa abbiamo organizzato un gruppo di contestatori e siamo riusciti ad avere numeri importanti in seno al consiglio del consorzio di bonifica, in poco tempo si è sfaldato tutto proprio per quel cordone ombelicale che lega il nostro mondo agricolo al sindacato…..speriamo

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  • Paola

    11 Gennaio 2024 at 7:41 pm

    Se non cambiano modo di produrre e di consumare, e soprattutto non diminuìamo il consumo di prodotti animali, tra poco gli incazzatissimi agricoltori si troveranno a coltivare sott’acqua! Non vedere che il proprio interesse spicciolo è miope e danneggia tutti! I danni che sta avendo l’agricoltura dipendono proprio da questo e non si risolvono protestando contro le pur timide misure verso un cambiamento, ma studiando nuovi modelli più rispettosi della natura.

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    • Gianluca

      18 Gennaio 2024 at 7:34 pm

      Lei parla perché ha fiato da sprecare. Venga lei al nostro posto e poi ci faccia vedere come si fa’.gia

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  • Mariella

    12 Gennaio 2024 at 5:22 pm

    Dove sono finiti quei CORAGGIOSI che a metà’ degli anni ’90 del secolo scorso con le Mucche e i Trattori sono arrivati ARRABBIATISSIMI fino a Bruxelles………………

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  • John Marin

    12 Gennaio 2024 at 11:47 pm

    Gli italiani sono peggio delle pecore che quando intestardiscono e vogliono andare dove più gli piace ti fanno sudare per tenerle a riga! Che tristezza! Avranno quello che si meritano! Peccato che le conseguenze peggiori saranno per i loro figli! E poi dicono di amarli!!!
    IPOCRITI! È vergognoso una nazione come l’ Italia che potrebbe essere al primo posto nel mondo per ricchezze che nessun altro ha, e invece ridotta in condizioni da terzo mondo, perché governata da persone che tutti insieme 1 centesimo non lo valgono! E il popolo forse vale tanto quanto loro! Che tristezza! È una vergogna!

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  • Pera Domenico

    16 Gennaio 2024 at 8:20 pm

    Nessun controllo alle importazioni del grano , a quel prezzo i mulini hanno riempito i loro silos il nostro prodotto è rimasto in azienda e vale intorno a 20 euro al quintale i costi del concime e sementi della scorsa annata 2023 sono stati intorno agli 80 euro al quintale , questo significa che le nostre aziende agricole in Italia falliranno.
    Da notare che il pane e focaccia non sono diminuiti.
    Domenico

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Nato nel 2014, Il Nuovo Agricoltore è un portale informativo dedicato all’agricoltura, con un occhio di riguardo alle innovazioni tecnologiche. Il progetto è sviluppato da Kverneland Group Italia.


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