Offerta Botte Kverneland

Grano duro biologico: quanto produce, quante proteine fa e con quali varietà?

Grano duro biologico: quanto produce, quante proteine fa e con quali varietà?

Alla Borsa merci di Milano il grano duro biologico vale 30 euro al quintale, mentre quello tradizionale vale poco più della metà. Anche nei mesi scorsi questa è stata la realtà del mercato, ma poi bisogna fare i conti sulla produttività.

Grano duro biologico: cosa dicono le prove nazionali di produttività

Il Crea (Consiglio nazionale per la ricerca) ha seminato, nel 2015/2016, dodici campi varietali in tre macroareali: Sud-Isole, versante tirrenico dell’Italia centrale, versante adriatico del Centro e Nord Italia.

La produzione media del frumento biologico è stata di 3,92 t/ha con tenore proteico del 12% al Sud-Isole, del 10,1% al centro-tirrenico e dell’11,4% nell’area centro-adriatica. Quindi decisamente molto scarso. Il peso ettolitrico è stato attorno a 79 kg/hl in tutte e tre le aree.

Le varietà più produttive e quelle più stabili di grano duro biologico

Le varietà che si sono distinte come le più produttive in tutti e tre gli areali sono: Monastir, Anco Marzio, Emilio lepido e Analis. Bene sono andate anche Saragolla, Duilio, Simeto, Furio Camillo, Odisseo e Core.

La varietà più stabile in tutti gli areali negli ultimi 7 anni di prove è risultata Iride, seguita da Claudio, Normanno e Saragolla.

Facciamo due conti: conviene davvero fare il grano duro biologico?

Non c’è dubbio che il mercato sta premiando la produzione di grano duro biologico, anche se viene da chiedersi se un prezzo di mercato di 30 euro/ql, moltiplicato per 40 quintali che fa 1200 euro/ha, è sufficiente a ripagare le spese di coltivazione e le incertezze dovute alla produzione biologica. Lasciamo ai nostri lettori le considerazioni e i commenti del caso.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Tag assegnati a questo articolo:
frumentograno duro

Articoli correlati

Dopo un passaggio sui residui colturali, in campo con l’universale u-drill

Si seminano tutte le colture che non siano il mais con la “multi-semina” universale u-drill di Kverneland, una seminatrice di

Il satellite ci comunica lo stato della coltura e indica il momento ideale per irrigare

Avevamo anticipato ai nostri lettori che nel Pag (Progetto Agronomico Globale) realizzato da Kverneland Group Italia insieme a Dekalb e

Il mais può aumentare la sua redditività, ma occorre abbandonare le consuetudini

Il potenziale genetico del mais non viene sfruttato al meglio dall’agrotecnica: questo significa che, da quando mettiamo il seme nel

Nessun commento

Scrivi un commento
Nessun commento Puoi essere il primo a commentare questo articolo!

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.
I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori.*