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La soia italiana è strategica e va seminata in primo e secondo raccolto

La soia italiana è strategica e va seminata in primo e secondo raccolto

Dopo tanti anni di superfici altalenanti, pare che la soia italiana (rigorosamente non ogm) si sia stabilizzata sui 300.000 ettari e anche nel 2019 è opportuno che gli agricoltori non riducano l’ettarato, ancora scioccati dagli attacchi 2018 della cimice e da produzioni certamente al di sotto delle aspettative.

Tre buoni motivi per seminare soia

La soia non va abbandonata per nessuna ragione, per almeno tre ottimi motivi:

  1. Agronomico: la soia è fondamentale per interrompere la monosuccessione cerealicola.
  2. Ambientale: la soia arricchisce i terreni e consente l’alternanza dei principi attivi diserbanti.
  3. Economico: la soia è una componente insostituibile dei mangimi destinati alle produzioni top italiane come Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma.

Ma quest’anno c’è anche un altro motivo per essere ottimisti, sempre con prudenza, e riguarda le prospettive di mercato.

Le previsioni sui prezzi della soia sono in rialzo

Herbert Lavorano su l’Informatore Agrario ha di recente sottolineato che soprattutto la siccità in Brasile può essere il motore di un effetto rialzista dei prezzi. Tant’è che i contratti futures con scadenza oltre marzo 2019 presentano prezzi più elevati rispetto al passato. Per esempio, i futures targati settembre 2019 quotano 940 cent/bushel contro 907 cent/bushel di marzo 2019. Dunque gli operatori economici vedono spazi per un aumento dei prezzi della soia.

Non c’è dubbio che il rapporto costi/ricavi della soia sia favorevole rispetto ad altre colture. Herbert Lavorano indica una plv media di 1200 euro/ha con una produzione di 3,7 t/ha per un prezzo di 325 euro/t, a fronte di un costo di coltivazione intorno a 800 euro/ha – anche se, aggiungiamo noi, la voce dell’irrigazione potrebbe far lievitare il costo.

La seminatrice Kverneland Optima HD e-drive semina sia la soia sia il mais, anche su sodo per i secondi raccolt,i con la possibilità di gestione automatica delle dosi variabili del seme sulla base delle mappe di prescrizione.

In crescita il mercato bio e la soia ad alta proteina

Un’altra buona ragione per seminare soia è il mercato “bio”, sia con destinazione zootecnica sia alimentare umana. In questi casi la soia biologica ha un prezzo di mercato pari al doppio o anche al triplo rispetto alla soia convenzionale, anche se bisogna mettere in conto una certa complessità nella gestione agronomica, in particolare delle infestanti.

Da ultimo c’è la soia con alto contenuto proteico, con la possibilità di stipulare contratti di coltivazione con prezzi minimi garantiti e una scala di premialità.

Le migliori varietà indicate dalle prove Ersa

Per quanto riguarda la scelta strategica della varietà, l’Ersa di Pozzuolo del Friuli (Udine) ha svolto come ogni anno le prove di confronto varietale, dalle quali emergono alcune varietà da tenere d’occhio. Oltre alla produzione occorre valutare la stabilità delle rese in località e annate diverse.

Le varietà più interessanti sono risultate: Amma, Guru, Avril, P21T45, Adonai, Celina, Pzo, Avatar Hiroko. Tra le varietà ad alte proteine sono da segnalare: Pallador, Prana, Rgt Sinema, Em Neve,DH4173.

Un’ultima raccomandazione: usare sempre e soltanto seme certificato evitando quello di riproduzione aziendale: si pensa di risparmiare, ma in realtà alla fine dei conti non è affatto così.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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