Great Plains rivoluziona la semina su sodo

Era da molto tempo che non sbarcava in Italia una seminatrice da sodo per cereali e semi minuti molto diversa da tutte le altre presenti sul mercato. Si tratta della Great Plains 3P10006NT, presentata in anteprima da Kverneland alla fiera Eima 2018 e messa per la prima volta in campo nello scorso autunno da Sebastiano Bongiovanni e Giampiero Aroldi di Agrievo, a Casalmaggiore (Cremona).

La parte anteriore della seminatrice evidenzia il sistema Lift Assist, che permette un autolivellamento costante anche in condizioni di terreno difforme.
Un particolare costruttivo esclusivo: il posteriore della seminatrice Great Plains è costituito da due ruote pivottanti con assale sterzante che permette una eccezionale manovrabilità a fine campo e massima stabilità alla macchina.

Racconta Bongiovanni: «Abbiamo seminato su alcuni ettari di prova 220 kg/ha di seme di frumento, su stocchi di mais trinciati su un terreno golenale con grande variabilità da un punto all’altro. La semina è stata eseguita molto bene e lo si vede dall’ottima emergenza e anche dall’uniformità che presenta il campo».

In alto nella foto si notano le tre tramogge di diversa capacità. In basso da sinistra: 1) disco Turbo Coulter di 432 mm di diametro, che lavora il terreno verticalmente; 2) doppi dischi di semina, al centro dei quali scende il seme veicolato dal tubo sovrastante; 3) premiseme Keeton di colore bianco, che lavora all’estremità del doppio disco seminatore; 4) ruote gommate copriseme, che garantiscono profondità costante di semina e un corretto flusso del terreno sulla banda di semina per favorire pronte emergenze.
Particolare del disco Turbo Coulter. Notare in alto la molla di pressione connessa al braccio portadisco, che permette di regolare la pressione da 80 a 110 kg a seconda del tipo di terreno. La reale pressione a terra esercitata dai dischi va da 180 a 250 kg.
Particolare dell’ugello disposto sul premiseme Keeton, che consente la distribuzione di prodotti liquidi al momento della semina.
Ruote in gomma sfalsate tra loro, che compattano perfettamente il terreno, all’interno del solco di semina sopra il seme.
Particolare dei tre tubi di distribuzione in corrispondenza delle tre tramogge. Notare il regolatore a T (a sinistra), che permette di variare la profondità di lavoro di ogni singolo coltro da 6 mm a 102 mm.

Bongiovanni, quali sono le peculiarità della seminatrice Great Plains che vi hanno colpito di più?

«Prima di tutto le tre tramogge che danno la possibilità di distribuire in un unico passaggio seme, concime e anche un prodotto microgranulare, oppure tre differenti tipi di seme nel caso si voglia fare un miscuglio. Dunque una grande polivalenza! Inoltre il sistema copriseme è dotato di un ugello che può distribuire anche il concime liquido nel solco di semina».

«Altro aspetto molto importante è la compattezza della macchina, che permette di utilizzare trattori di bassa potenza, anche di 100 cavalli, e l’esclusivo carrello posteriore con due grandi ruote gommate pivottanti che facilitano immensamente le manovre a fondo campo e ne fanno una attrezzatura semi-portata. Infine questa seminatrice si presta molto bene a seminare ogni genere di cover crops su sodo».

Anche in presenza di abbondanti residui colturali in superficie la deposizione e la chiusura del solco è garantita?

«Assolutamente sì, perché tutti gli organi di lavoro e deposizione possono essere regolati singolarmente, imprimendo una maggiore o minore pressione, e inoltre le ruote gommate pressatrici posteriori, sfalsate tra loro, chiudono perfettamente il solco».

Il campo seminato su sodo con Great Plains su residui di mais mostra una emergenza omogenea del grano nonostante un terreno molto difforme. Il campo seminato su sodo è affiancato da un altro, dove la stessa varietà è stata seminata su minima lavorazione, effettuata con Kverneland CLC.

Secondo il responso finale alla trebbiatura, per il momento i costi di coltivazione del campo seminato su sodo con Great Plains sono dimezzati.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



Articoli correlati

Il satellite ci comunica lo stato della coltura e indica il momento ideale per irrigare

Avevamo anticipato ai nostri lettori che nel Pag (Progetto Agronomico Globale) realizzato da Kverneland Group Italia insieme a Dekalb e

Boom della soia non ogm in Italia: superati i 400 mila ettari e i 40 euro/quintale

Ci sono voluti parecchi anni e un prezzo del mais in costante flessione per convincere gli agricoltori italiani che la

Grano duro sotto contratto e a mercato libero: costi e ricavi a confronto per decidere cosa fare in autunno

Lo abbiamo sempre scritto: la convenienza dei contratti di coltivazione del grano duro va valutata almeno in cinque anni, cioè nel

Nessun commento

Scrivi un commento
Nessun commento Puoi essere il primo a commentare questo articolo!

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.
I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori.*