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Nasce il pivot intelligente che irriga a rateo variabile

Nasce il pivot intelligente che irriga a rateo variabile

L’irrigazione a rateo variabile, detta VRI (Variable Rate Irrigation), è una tecnologia all’avanguardia proposta dall’azienda Valley® per l’irrigazione di precisione mediante l’uso dei pivot e dei ranger, con l’applicazione di hardware e di software che consentono di regolare la quantità di acqua da erogare in un particolare settore (Controllo velocità VRI) o nella zona di gestione (Controllo zona VRI). Ideale per campi con tipologie diverse di suolo e topografiche, permette di programmare l’irrigazione in base alle specifiche condizioni del campo e dei reali fabbisogni della coltura.

Cosa occorre per partire bene

L’irrigazione di precisione o sitospecifica, per essere applicata – sostiene Francesco Morari dell’Università di Padova – necessita di due requisiti fondamentali:

  1. la delimitazione nel campo delle aree omogenee, cioè con caratteristiche pedologiche e topografiche molto simili e tali da garantire una risposta produttiva omogenea.
  2. il sistema irriguo capace di variare la pluviometria a seconda della posizione del campo.

Per il punto 1 bisogna disporre di mappe di tessitura dei propri appezzamenti e delle mappe di produzione realizzate dalla mietitrebbia al momento della raccolta. Inoltre occorre posizionare delle sonde di umidità per la corretta gestione dei volumi irrigui in base alla dinamica dell’acqua nel suolo durante la stagione vegetativa.

Ecco l’attrezzatura della Soing che permette di realizzare la mappatura della tessitura del terreno che, come si sa, varia da area ad area dell’appezzamento.

Ecco l’attrezzatura della Soing che permette di realizzare la mappatura della tessitura del terreno che, come si sa, varia da area ad area dell’appezzamento.

Posizionamento della sonda per misurare la quantità di acqua del suolo.

Posizionamento della sonda per misurare la quantità di acqua del suolo.

La centralina di controllo che raccoglie ed elabora i dati relativi alle variazioni di umidità del suolo.

La centralina di controllo che raccoglie ed elabora i dati relativi alle variazioni di umidità del suolo.

I vantaggi nel cambiare la dose di acqua

È facile adattare la prescrizione ai cambiamenti che si possono verificare nel tasso di umidità del suolo e anche alle diverse caratteristiche delle aree dell’appezzamento, e modificare di conseguenza le modalità di distribuzione dell’acqua nelle diverse zone del campo nel corso della stagione di crescita delle piante.

Personalizzando l’irrigazione, si riescono a massimizzare non solo i risultati ma anche i profitti. A seconda della prescrizione VRI caricata a computer, il pivot apre e chiude le valvole di controllo lungo qualsiasi zona dell’impianto al fine di ottenere la dose di irrigazione e di fertirrigazione desiderata in ciascuna area, evitando di distribuire acqua nei fossi, nei canali, nelle cappezzagne e via dicendo.

La mappa di prescrizione irrigua dove i diversi colori indicano le differenti quantità o intensità di acqua erogata dall’impianto nell’appezzamento servito dal pivot.

La mappa di prescrizione irrigua dove i diversi colori indicano le differenti quantità o intensità di acqua erogata dall’impianto nell’appezzamento servito dal pivot.

L’agricoltore viene tenuto costantemente informato sul funzionamento dell’impianto in tempo reale visionando l'iPad.

L’agricoltore viene tenuto costantemente informato sul funzionamento dell’impianto in tempo reale visionando l’iPad.

La produzione di mais aumenta

L’irrigazione a rateo variabile su mais ha dimostrato che, a parità di volumi irrigui per ogni singolo turno, si ottiene un notevole vantaggio produttivo rispetto all’irrigazione tradizionale. A titolo di esempio, la resa produttiva nell’appezzamento irrigato in maniera variabile è stata di circa 128 ql/ha di granella secca, contro 106 ql/ha dell’appezzamento dove l’acqua è stata distribuita a rateo costante, per complessivi 163 mm distribuiti in entrambe le situazioni.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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