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Novità Pac 2017: trattenute sui pagamenti, divieto di concia del seme e uso di azotofissatrici su aree ecologiche

Novità Pac 2017: trattenute sui pagamenti, divieto di concia del seme e uso di azotofissatrici su aree ecologiche

Agea, con una circolare del 26 gennaio scorso, ha stabilito che per il pagamento dei saldi della Pac 2017 gli organismi pagatori possono avviare le procedure, ma con una riduzione del 7% delle somme da erogare agli agricoltori. Il motivo? Perché Agea, dato che non eccelle per il suo funzionamento, deve ancora procedere al ricalcolo dei titoli e all’assegnazione dei titoli dalla riserva nazionale.

La trattenuta è solo prudenziale

«Al termine dell’istruttoria delle domande della riserva nazionale, previsto per aprile 2018 – spiega Angelo Frascarelli sulle colonne di Terra e Vita – si potrebbe rendere necessaria una riduzione percentuale lineare del valore di tutti i titoli presenti nel Registro nell’anno 2017, per poter avere le risorse necessarie per alimentare la riserva nazionale. Inoltre il decreto del 2016 ha stabilito che la percentuale del pagamento di base è passata dal 58 al 57%, mentre il pagamento accoppiato è passato dall’11 al 12%».

Dunque per ora Agea trattiene un 7% a tutti gli aventi diritto, anche se è verosimile che la riduzione del valore dei titoli alla fine di tutti i conteggi sarà inferiore. Nel 2016 la riduzione effettiva è stata dell’1,45%.

Il saldo arriverà entro il 30 giugno?

Entro il 30 giugno 2018 tutti gli agricoltori riceveranno il saldo vero e proprio in base ai valori definitivi del titoli in loro possesso e gli importi relativi ai pagamenti accoppiati. Così almeno secondo le buone intenzioni espresse da Agea.

Diserbo e concia sulle Efa

Il divieto di utilizzare prodotti fitosanitari sulle azotofissatrici abbinate alle superfici EFA, come noto, è in vigore dal 1° gennaio 2018, quindi un eventuale diserbo effettuato su una azotofissatrice nel 2017 non costituisce un problema. Ciò significa per esempio che un’erba medica coltivata a partire dal 30 settembre 2017 può essere stata diserbata in ottobre 2017, mentre dal 1° gennaio 2018 sul medicaio abbinato all’EFA non devono più essere utilizzati agrofarmaci.

Il diserbo in pre semina è invece consentito, dal momento che il divieto vale nel periodo compreso tra la semina e la raccolta della azotofissatrice su EFA.

Il sovescio non vale

Altro punto da chiarire: una coltura azotofissatrice su EFA non va sovesciata, perché altrimenti non completa il periodo vegetativo, mentre se viene insilata completa il periodo vegetativo come richiede la norma.

Divieto di concia

Il divieto di prodotti fitosanitari nelle EFA azotofissatrici porta con sé il divieto di utilizzare seme conciato in tali colture. Se invece una semente di azotofissatrice-EFA conciata è stata seminata nell’autunno 2017 non c’è alcun divieto, anche se poi la coltura si sviluppa e si raccoglie nel 2018.

Non c’è alcun problema invece per il trattamento del seme con Rhizobium, dato che non si tratta di un prodotto fitosanitario.

Miscugli di azotofissatrici

I miscugli di azotofissatrici possono valere come EFA, a condizione che sia assicurata la predominanza delle piante azotofissatrici nei miscugli. Per esempio un erbaio di veccia e orzo con il 51% di piante di veccia è qualificato come EFA-azotofissatrice. L’erbaio sviluppa una grande massa vegetativa che tiene ben controllate le infestanti e la coltura non richiede trattamenti.

Rivalutare le seconde colture che si possono diserbare

In più, sottolinea Frascarelli, il miscuglio si semina in autunno e si raccoglie a maggio, cosicché l’agricoltore può soddisfare l’impegno di 5% di aree ecologiche, ma dopo la raccolta dell’erbaio può seminare un’altra coltura come mais, soia e girasole, che si può diserbare e trattare con fitosanitari. Infatti il divieto di utilizzo dei fitosanitari riguarda solo il periodo vegetativo della coltura azotofissatrice che va dalla semina alla raccolta abbinata all’EFA.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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